Governo Draghi, oggi le consultazioni: esecutivo con tecnici e politici

Governo Draghi, oggi le consultazioni: esecutivo con tecnici e politici
Governo Draghi, oggi le consultazioni: esecutivo con tecnici e politici
di Alberto Gentili
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 00:04 - Ultimo aggiornamento: 16:22

ROMA «Fiducia», «unità», «responsabilità», «ascolto del Parlamento» e l’ambizione di dare «risposte all’altezza» per fronteggiare le «gravi emergenze sanitaria, sociale ed economica». Quest’ultima con il Recovery Plan. Mario Draghi, festeggiato da Cancellerie e mercati, parte da questi punti fermi per formare il nuovo governo. E scioglierà la riserva soltanto dopo le consultazioni con i partiti che avvierà oggi a Montecitorio e potrebbero terminare sabato. Con un’ambizione: ottenere il sostegno di un’«ampia maggioranza parlamentare». Impresa non impossibile visto che - al contrario delle lacrime e sangue di Mario Monti nel 2011 - Draghi dovrà attuare un piano per la “ricostruzione” da ben 209 miliardi targati Bruxelles. 


Nei novanta minuti di colloquio al Quirinale, Sergio Mattarella non ha dato all’ex presidente della Banca centrale europea suggerimenti o indicazioni sulla formula del governo da tirare su. Il capo dello Stato si è rimesso alle decisioni di Draghi che emergeranno dopo le sue consultazioni.


Il premier incaricato affronterà il nodo della natura del suo esecutivo, tecnico o tecnico-politico, e della maggioranza chiamata a sostenerlo senza alcuna idea precostituita. Tutto dipenderà, appunto, dall’interlocuzione con i partiti. Dal sostegno che potrà incassare: al momento i numeri sono tutt’altro che incoraggianti.

La sua ambizione, nonostante che la lettura delle dichiarazioni degli esponenti 5Stelle e di Giorgia Meloni non lo facciano ben sperare, è però quella di costruire un esecutivo ad «alta densità e partecipazione politica» che vada dalla sinistra alla destra. Un po’ sul modello-Ciampi. Con tecnici, anche di area, assieme a ministri espressione dei partiti.

Paese al bivio/ L’ultima risorsa per non restare emarginati - di Romano Prodi


«Perché Mario», dice una fonte che ha avuto modo di parlare con l’ex presidente Bce, «non farà alcun governo che umili il Parlamento. Anzi, dovrà esserne il più possibile espressione». Detto questo, «Draghi farà il pane con la farina di cui disporrà». E non è affatto detto che il Pd accetti di mettere i propri ministri a fianco di quelli di Matteo Salvini. Dunque, l’esecutivo potrebbe essere destinato a scolorire e virare al tecnico.


La prima mossa di Draghi in ogni caso sarà la nomina di un sottosegretario alla presidenza del Consiglio «tipo Gianni Letta». Un tessitore, insomma, e un grande conoscitore delle dinamiche istituzionali, parlamentari e politiche cui il premier incaricato affiderà il compito di mediare con i soci di maggioranza.


Nel tentativo di costruire una maggioranza solida e giocando di sponda con il Pd che con Dario Franceschini cerca di portare i 5Stelle a dire sì al nuovo governo, nei quasi cento minuti di colloquio con Giuseppe Conte (dopo gli incontri con i presidenti di Camera e Senato) Draghi avrebbe sondato l’avvocato per capire se è disposto a sostenere il suo tentativo, portando con sé l’appoggio di parte del M5S. Ma non avrebbe ricevuto alcuna rassicurazione.


La regola del silenzio


Di certo, c’è però soltanto che se il tentativo di Draghi dovesse naufragare sarà lui a portare il Paese alle elezioni (a giugno) con un esecutivo di minoranza. E che il presidente del Consiglio incaricato schiva con grande attenzione le domande dei giornalisti. Tant’è, che le uniche parole pronunciate davanti a taccuini e telecamere sono state quelle dette al Quirinale dopo l’incontro con Mattarella. Queste: «Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all’appello del presidente della Repubblica» per la costruzione di un governo di alto profilo. Ancora, dopo i ringraziamenti a Mattarella: «È un momento difficile. La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Unione europea, abbiamo l’opportunità di fare molto per il nostro Paese».

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Commento serale di un ministro dem: «Quegli analfabeti dei 5Stelle devono capire che non c’è alcuna possibilità di riportare Conte a palazzo Chigi, dunque sostengano Draghi assieme a noi. Se Draghi fallisce si va al voto e fallisce l’Italia».

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