Crisi governo, Salvini contatta Renzi: «Mandate via Conte poi si può discutere»

Giovedì 28 Gennaio 2021 di Barbara Acquaviti
Crisi governo, Salvini e Renzi: contatti. «Mandate via Conte poi si può discutere»

Crisi governo Più chiaramente di così, Matteo Salvini, non poteva pronunciarsi. «Noi a Mattarella diremo no a questo mercato delle vacche e no a un reincarico a Conte. Quando non ci sarà più quel signore a palazzo Chigi, ragioneremo del resto». Un problema alla volta e quello principale, non da oggi, per il leader della Lega è far sloggiare l'avvocato del popolo. Per raggiungere l'obiettivo è disposto a tutto, anche a cambiare linea per l'ennesima volta: elezioni «via maestra», ma anche non escludere alternative. A sera, certo, precisa che il piano B «è solo un esecutivo di centrodestra». Ma insomma, il segnale è lanciato.

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Per ottenere questo risultato, che ora gli sembra più a portata di mano, l'ex ministro dell'Interno ha avviato da tempo un'interlocuzione con Matteo Renzi, ovviamente pubblicamente smentita. Quale miglior alleato, d'altra parte, di chi ha il tuo stesso nemico? Fonti del centrodestra riferiscono poi che Salvini avrebbe sondato anche quei pezzi del Pd che non vogliono morire contiani. E nel tentativo di azzoppare qualsiasi ipotesi di ter scrive l'Agi si starebbe pensando anche di far nascere dei gruppi di contro-responsabili, sia alla Camera che al Senato, puntando a sottrarre parlamentari M5S per bilanciare le fuoriuscite da Forza Italia. Ma i parlamentari vicini a Toti negano.
Di fronte al fatto nuovo delle dimissioni del presidente del Consiglio, insomma, il leader leghista si sarebbe convinto della necessità di ammorbidire la linea elezioni-e-basta, pur nella consapevolezza di avere nella ferma posizione a favore del voto di Giorgia Meloni una pericolosa concorrente a destra.
Aprire a possibili scenari futuri, sortisce anche l'effetto di placare quella fazione interna alla Lega persuasa che un altro governo non solo sia possibile, ma anche doveroso perché solo con l'unità nazionale è convinzione di Giancarlo Giorgetti si porta la nave Italia fuori da questa tempesta.

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Ma si tratta, dicono fonti di opposizione, anche di un messaggio a Sergio Mattarella alla vigilia delle consultazioni, un modo per mostrarsi moderato e dialogante, cambiare quell'immagine barricadera che finora è la convinzione lo ha fatto considerare unfit', inadatto a governare.
L'inversione di marcia di Salvini finisce per aiutare anche l'alleato Silvio Berlusconi. Il Cavaliere tiene aperto ancora il doppio canale governo allargato e elezioni per tenere buoni i Guelfi e i Gibellini che si fronteggiano in Forza Italia. Ma il partito resta una maionese impazzita e le voci di due parlamentari pronti a staccarsi in Senato per entrare negli Europeisti, non fa che surriscaldare ulteriormente un clima già abbondantemente fuori controllo. Antonio Tajani insiste nel negare l'intenzione del Cavaliere di sostenere una maggioranza Ursula', che invece piacerebbe al governatore della Liguria. Ma gli alleati sovranisti continuano a essere sospettosi e a temere che Gianni Letta stia giocando la sua partita su un altro tavolo, ma sempre per conto del leader azzurro.

Al Colle domani mattina il centrodestra si presenterà comunque unito. Una delegazione di dodici persone di cui ancora non si sa se farà parte Silvio Berlusconi. L'ex premier, infatti, sarebbe tentato di tornare dalla Provenza ma solo in occasione del secondo giro di consultazioni. Quello in cui, cioè, i partiti del centrodestra potrebbero decidere di andare ognuno per sé. Perché l'unità, tutta apparente, può reggere fintanto che c'è un obiettivo comune, ossia far cambiare il cavallo per palazzo Chigi. Dopo comincia il secondo tempo della partita e, inevitabilmente, ciascuno tornerà in campo con la propria maglia.

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Ultimo aggiornamento: 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA