Crisi governo: Vitali di Forza Italia nei Responsabili il gruppo nato con un prestito Pd

Giovedì 28 Gennaio 2021 di Mario Ajello
Crisi governo: Vitali di Forza Italia nei Responsabili il gruppo nato con un prestito Pd

Crisi governo È un'operazione politica, ma chissà. Di sicuro è anche una pochade. Quella ambientata nel nuovo gruppo dei responsabili. Che è appena nato - il difficile parto s'è avuto ieri: 10 senatori per il Conter Ter che in serata diventano 11 con Luigi Vitali ex forte del berlusconismo e vicinissimo al Cavaliere ma a parte lui gli altri già avevano dato la fiducia a Conte - e già s'azzuffa e si scinde. Viene subito allestito un derby campano Benevento-Caserta, tra la signora Mastella e la nuova donna tosta della compagnia, l'ex assistente di Berlusconi ossia Maria Rosaria Rossi, e il gioco si trasforma in zuffa. «Va messo nel simbolo del neonato gruppo pro-Conte anche il logo Noi Campani che è quello che rappresenta me e Clemente e alle regionali ha preso molti più voti che il Centro democratico di Tabacci», s'infuria Lady Sandra. Ma la Rossi: «Non esiste proprioooo...».

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E così, niente Mastella nella nuova avventura, resterà al Misto, è arrabbiata con la Rossi e con tutti gli altri e il gruppo, creato per aggregare, perde pezzi prima ancora di bere il primo biberon: ossia esibirsi, e accadrà oggi, alle consultazioni al Quirinale. Però occhio alla lista scritta al computer con i nomi dei salvatori della patria contista, che viene fatta e rifatta tra cancellature e aggiunte e va dalla B di Buccarella (ex M5S) alla R di Rossi. Alla L c'era il cognome della Mastella, ovvero Lonardo, ed è stato infilato all'ultimo momento a penna (anche se la R dovrebbe stare più giù) quello di Tatiana Rojc. Chi? Senatrice friulana del Pd, data in prestito al neo-gruppo sennò si fermavano a 9 ed era tutto inutile e lei osserva candidamente: «Non vedo l'ora di tornare nel Pd, ma ora servo qui perché c'è da salvare la patria».


Speranze e rifiuti 


Ecco il prestito, ma c'è il problema dell'etichetta. Quando il comandante De Falco, neo-responsabile insignito a rappresentare il Centro Democratico a Palazzo Madama va a depositare il simbolo composito (Maie-Europeisti-Cd), si vede bloccata la richiesta dalla Giunta per il Regolamento. «Non si può aggiungere Cd a una sigla che già c'è, e dovrete restare nel Gruppo Misto», il responso. Che però è rivedibile e la Giunta promette che ci penserà un po' meglio. Mentre un senatore renziano di peso se la ride: «E' lo scherzetto di Calderoli! E' lui l'azzeccagarbugli della Giunta, e s'è divertito a sgambettare i responsabili».


I contro-volenterosi


Quanto ai nuovi acquisti, poteva arrivare Tiziana Drago, ex grillina un po' filoleghista ma anche no, la quale invece ha la bella idea di aggregarsi forse ai contro-responsabili o ai responsabili di centrodestra, che dalle parti di Cambiamo-Idea il senatore totiano Romani sta aggregando e dovrebbe schierare: il vegano Ciampolillo (che pareva destinato alla squadra degli Europeisti ma ha evitato) e l'ex grillino Giarrusso. Una top player si è aggiunto però ai responsabili per Conte: il senatore Vitali. Uno choc per Forza Italia, come si evince dalle chat dei parlamentari. Perché Vitali è stato coordinatore forzista della Puglia, prediletto da Berlusconi che lo voleva mandare al Csm e i suoi colleghi del Senato sono in allarme: «E' il segno che Forza Italia può squagliarsi». Vitali già avverte Conte però: «Il nuovo governo dovrà essere veramente garantista».
Chi lavora agli ingaggi è la Rossi. E' scatenata. L'ex badante (così la chiamavano, maleducatamente, al tempo) di Berlusconi si muove da leader, qualcuno maligna che a Silvio non dispiaccia l'operazione e comunque al Cav piace il movimento e non la stasi, e cerca di arruolare altri arruolabili da Forza Italia. Ma ci sono? Intanto presidente del neo-gruppo è l'ex forzista Raffaele Fantetti, titolare del logo contiano Italia 2023, e il vice è Andrea Causin a sua volta proveniente da FI e occhio al berlusconismo piazzato alla guida di questa compagine e vuole fungere da calamita.
Il massimo sarebbe acchiappare un duo azzurro: la Minuto (pugliese con compagno leghista) e il campano De Siano. Ma siccome gli approcci con i reclutabili cominciano sempre alla stessa maniera («Faremo la legge proporzionale», traduzione: non esiste più destra e sinistra e al prossimo giro siete candidabili nel fronte Conte mentre quello berlusconiano andrà in briciole), il discorso starebbe diventando appetibile presso la Binetti e Saccone, centristi marca Cesa, che oltretutto è fuori gioco, e con un gruzzoletto di 15 questa stranissima maionese politica rischia di impazzare. O di impazzire.
 

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