«Solo l'incarico di riscossione è nuovo: tassa sempre esistita»

Antonio Gabellone
«Abbiamo solo esternalizzato un servizio che aveva ricadute per il bilancio provinciale. Adesso tocca alla nuova assemblea gestire la vicenda in maniera corretta».
L'ex presidente della Provincia, Antonio Gabellone non si spiega il clamore suscitato dalla notizia di una nuova gabella, il Canone di occupazione di suolo pubblico, riemerso dai meandri della burocrazia negli ultimi mesi e che dovrebbe portare nelle casse di Palazzo dei Celestini, circa un milione e mezzo di euro, anche se realisticamente si punta ad ottenerne 900mila.
«La gestione da parte della ditta che faceva i controlli precedenti non era conveniente per la Provincia - sottolinea Gabellone - e in ogni caso non parliamo di una novità. Si tratta di una tassazione che risale certamente a prima della mia legislatura. È ovvio che non si potevano ignorare leggi di ordine nazionale: adesso però, sarà il nuovo consiglio a valutare l'opportunità di una rimodulazione». Un canone riemerso dopo 30 anni, ma che porterà inevitabilmente ad una lunga serie di contenziosi con l'ente, come già preannunciato dalle associazioni dei consumatori che hanno iniziato a raccogliere le istanze di numerosi salentini a cui sono arrivate le prime comunicazioni. Si tratta di lettere nelle quali si chiede il pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico, relativo a cavi e tubi per l'allaccio alle reti di Acquedotto pugliese, del gas e dell'elettricità. Canoni per i quali sono scaduti, in molti casi anche da qualche anno, i termini iniziali di 29 anni legati alla concessione per la costruzione dell'immobile sulle strade provinciali.
«Quelle comunicazioni appaiono assolutamente paradossali nel contenuto. L'ente - spiega l'avvocato del Codacons, Cristian Marchello - chiede il pagamento del Canone senza fornire alcuna concreta indicazione se non una indistinta sequenza di decreti legislativi tra cui l'intero Codice della strada ed il relativo regolamento di attuazione». La Provincia anche per mancanza di personale, non ha mai sollecitato il pagamento dei canoni concessori, né il rinnovo dei permessi. Fino a qualche mese fa: dopo aver espletato una pubblica gara, fra marzo e settembre dell'anno scorso la Provincia ha scelto di affidare alla Andreani Tributi srl il compito di supportarla nell'aggiornamento della banca dati e nel recupero della Cosap non pagata. Il risultato è la miriade di avvisi che sta raggiungendo i cittadini non senza un po' di confusione e più di qualche protesta. Fra passaggi di proprietà, vendite, demolizioni, cambi di destinazione e nuove leggi intervenute, rimettere ordine nei cassetti di Palazzo dei Celestini si sta rivelando abbastanza complicato: sono impegnati dieci dipendenti dell'ente più gli esperti della Andreani Tributi srl alla quale alla fine andrà il 60% di quanto riscosso.
La Provincia inoltre aveva rilasciato molte concessioni anche per strade di sua competenza che attraversavano i centri urbani. Nel frattempo città e paesi hanno ampliato il loro tessuto urbano. E questo potrebbe portare, in diversi casi, ad avere concessioni che non sono più di competenza provinciale, ma questo viene a galla solo dopo aver mandato gli avvisi. Con tutto quello che ne consegue.
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Lunedì 15 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:36