Il dolore per Mattia: «Morto per un lavoro»

Il dolore per Mattia: «Morto per un lavoro»
Tra rabbia e dolore, la comunità di Monteroni attende il ritorno a casa della salma di Mattia Renis, l’operaio di 22 anni morto venerdì scorso in Germania, in un tragico incidente stradale.
Sarà l’ultimo viaggio dello sfortunato ragazzo che proprio nei giorni scorsi aveva lasciato la sua famiglia e la sua terra per un posto di lavoro all’estero, nel settore dell’edilizia, seguendo le orme del padre. Mattia, il primogenito di casa, lascia due sorelle e il fratellino di 12 anni, il padre Tonio e la madre Simona, che proprio nelle scorse ore ha raggiunto il marito in Germania. Dopo il nullaosta delle autorità tedesche, il feretro del 22enne potrà tornare nel Salento. Passeranno, comunque, ancora alcuni giorni prima del suo rientro. E i funerali saranno poi celebrati nella parrocchia dell’Ausiliatrice di Monteroni.
Intanto, l’intera comunità piange un’altra giovane vita spezzata sull’asfalto. La tragedia si è verificata venerdì pomeriggio, intorno alle 15, all’altezza di Marbach, città del distretto di Stoccarda, lungo la Bundesstraße 27, una strada federale a lunga percorrenza. Nello schianto hanno perso la vita tre persone. Il ragazzo tornava dal lavoro ed era a bordo di un’auto aziendale, una Volvo, insieme ad altri quattro operai. A causare la tragedia una Opel Agila, guidata da una donna tedesca di 30 anni, che durante un tentativo di sorpasso azzardato ha strisciato e urtato l’auto su cui viaggiava il giovane salentino. La Volvo ha, quindi, sbattuto contro il guardrail per poi finire nell’altra corsia, mentre sopraggiungeva una Volkswagen Passat station wagon che si è schiantata contro la parte posteriore destra del mezzo. Per Mattia Renis e per altri due colleghi di 42 e 53 anni che sedevano sui sedili di dietro non c’è stato nulla da fare. Intanto, in paese dolore e commozione fanno eco alla rabbia e allo sconcerto.
«È assurdo che i nostri ragazzi debbano andare all’estero per lavoro e poi subire una fine del genere. Non è giusto», scrive sui social un’amica di famiglia. «Lasci tutto per andare a lavorare e non fai più ritorno a casa. Non lo meritavi», si legge in un altro commento. E in tanti sottolineano, poi, come il 22enne sia una vittima del dovere.
«Eri un guerriero: hai lasciato la tua terra per andare all’estero e morire tornando dal lavoro». E poi ancora una sfilza di messaggi di cordoglio: «Era lì per un futuro migliore ed ha trovato l’eternità”. «Ciao Mattia, rimarrai sempre nei nostri cuori. Un ragazzo umile, educato e sempre disponibile verso gli altri. Ricorderemo per sempre il tuo dolce sorriso», è il saluto struggente di alcuni amici.
Occhi gonfi di lacrime anche nella scuola “Bodini” del secondo polo di Monteroni, dove Mattia e i suoi fratelli sono volti familiari. «La tua scomparsa ci sconvolge. Lo sguardo limpido, dolce e sincero, la tua bontà e generosità d’animo verso i tuoi compagni, la passione per la storia - ricorda la professoressa Marcella Quarta, sua ex insegnante - che non ti ha aiutato a scrivere quella della tua breve vita. Siamo affranti, addolorati e sconcertati. Vivrai per sempre nello scrigno della nostra memoria e tra le schiere degli angeli». «E l’angelo più bello ora sei tu», è il commovente addio postato su Fb da Grazia Renis, zia di Mattia.
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Lunedì 11 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 09:05