Discariche, sindaci e Provincia: «Non aprire Corigliano e puntare sulla differenziata»

Discariche, sindaci e Provincia: «Non aprire Corigliano e puntare sulla differenziata»
di Maurizio TARANTINO
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Domenica 19 Dicembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 19:01

Evitare in tutti i modi l’apertura della discarica di Corigliano prevista dal Piano regionale dei rifiuti. È l’obiettivo dei sindaci del Salento impegnati a individuare una strategia che porti ad sfuggire l’utilizzo località Scomunica, ma anche, in ultima ipotesi, di un qualsiasi altro sito dove gettare i rifiuti.

La strategia della Provincia


La strategia parte dalla Provincia di Lecce e avrà un’accelerazione nei prossimi giorni. Entro fine anno infatti sarà convocata l’assemblea dei presidenti degli Ambiti di raccolta ottimale da parte del consigliere provinciale delegato all’Ambiente, Fabio Tarantino in cui si lavorerà su un doppio binario: la localizzazione dei microimpianti di compostaggio nel Salento come discusso durante l’ultimo incontro insieme al direttore Ager, Gianfranco Grandaliano, e appunto scongiurare l’avvio della discarica coriglianese. Tarantino, seguendo l’impulso dato dall’assessore regionale all’Ambiente, e accogliendo le tesi del territorio, punta a far lievitare le quote della differenziata in maniera consistente. In questo modo, quando chiuderà Burgesi, a Ugento, il trasferimento del residuo potrebbe essere temporaneamente mandato fuori provincia, evitando appunto l’utilizzo della discarica al centro del Salento, con un esborso non troppo gravoso per le casse dei comuni. Una soluzione tampone che richiederebbe l’impegno di tutte le amministrazioni e che può durare giusto il tempo di chiudere una concertazione che ad oggi sembra sempre più urgente. 

Il consigliere provinciale all'Ambiente


«Siamo convinti che l’alternativa vada trovata - spiega Tarantino - visto che il sito di Corigliano sorge su una falda acquifera di fondamentale importanza per buona parte della provincia. È di pochi giorni fa lo studio dell’Arpa sull’acqua dolce del Salento: i pozzi di Corigliano sono gli unici in buono stato. Non possiamo correre rischi. Una volta approvato il Piano regionale tocca alla politica intervenire e dire la sua: tutti i Comuni devono farsi carico di ampliare la raccolta differenziata spinta. Martano, ad esempio, è passata in otto mesi dal 26 al 66%. Significa che, volendo, i risultati possono arrivare».

Gli altri sindaci


Presente alla manifestazione di domenica scorsa contro l’apertura, anche il sindaco di Sogliano Cavour, Giovanni Casarano, che ribadisce la forte preoccupazione per la scelta della Regione su Corigliano. «Mi auguro che quella discarica - commenta - rimanga di servizio e non di soccorso, ricevendo rifiuti da altre parti della Regione. Sappiamo bene che quando si parte con qualcosa di provvisorio, la tentazione è quella di farla diventare definitivo. E il fatto di chiudere dopo solo tre anni, nel 2025, non mi sembra un grande risultato. Ci hanno speso milioni di euro. Il territorio può continuare a lottare per le scelte che non condivide e sembrano fuori dal mondo. Per quanto riguarda la strategia, faremo la nostra parte, in maniera consapevole dando proposte serie. Non come la Regione che sembra aver approvato, in tutta fretta, un piano che sembra già vecchio. Bisogna avere la capacità di ripensare un nuovo ciclo dei rifiuti aprendo un dibattito serio sui termovalorizzatori. In altre parti d’Italia questi impianti sono pubblici, magari si potrebbero utilizzare impianti più piccoli».


Concetti che ripete anche il primo cittadino di Muro Leccese, presente al sit in ambientalista. «Purtroppo - evidenzia Antonio Lorenzo Donno - ci hanno messo di fronte al fatto compiuti: bisognava dire sì al Piano per ottenere i finanziamenti del Pnrr. Restano però degli interrogativi fondamentali. Il sito di Corigliano è pronto da diversi anni, sarebbe opportuno che si rifacessero nuovamente delle indagini per capire se le comunità possono stare tranquille, se i contenimenti sono efficaci. Lo stato dei luoghi può essere cambiato. Il rapporto e la collaborazione tra i sindaci è ai massimi livelli. La condivisione è ampia, come abbiamo dimostrato anche nel caso del parco eolico al largo di Castro. Tutte le ipotesi dovranno essere prese in considerazione, con il confronto: solo così si può arrivare ad una soluzione valida».

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