Viaggi tra Regioni, ok dal 3 giugno: frontiere aperte con la Ue

Sabato 16 Maggio 2020 di Simone Canettieri
Viaggi tra Regioni, ok dal 3 giugno: frontiere aperte con la Ue

 La gestazione è complicata, ma, alla fine, il decreto riesce a vedere la luce: da lunedì l'Italia entrerà nel vivo della fase 2. Per muoversi dentro la regione in cui si vive non sarà più necessaria l'autocertificazione. Gli spostamenti dunque saranno liberi - anche se permane il divieto di assembramento e la stretta su chi è in quarantena - e si potrà far visita a tutti, non solo ai congiunti. Esempio: via libera alle cene a casa degli amici.
Allo stesso tempo, ci si potrà spostare nelle seconde case, purché si trovino nella stessa regione. Per la mobilità extraregionale bisognerà invece aspettare il 3 giugno, anche se rimane la possibilità di spostarsi (con l'autocertificazione) per stato di necessità, salute e lavoro. La richiesta dei governatori non ha trovato una sponda da parte dell'esecutivo: occorrerà pazientare ancora due settimane.

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Nel decreto - che oggi sarà accompagnato da un Dpcm - si trova finalmente l'intesa sulle misure. Alla fine la spuntano i governatori che, dopo essersi divisi, propongono a Palazzo Chigi un protocollo meno stringente rispetto a quello dell'Inail.
 


Il primo a esultare, dopo una girandola di conferenze con il premier Conte e i ministri Boccia e Speranza, è Luca Zaia, doge del Veneto: «Ora possiamo finalmente riaprire».
Anche il presidente del Consiglio rimarca la «poderosa collaborazione» con gli enti locali. E da Palazzo Chigi sottolineano l'opera di mediazione messa in campo dall'avvocato del popolo.
Di fatto, le distanze nei locali pubblici che da lunedì torneranno ad accogliere i clienti si dimezzano della metà: tra i tavoli dei ristoranti, ma anche nei saloni delle parrucchiere e dei barbieri.
Anche nelle spiagge i parametri diventano meno stringenti, rispetto all'impostazione proposta all'inizio dall'Inail. Il succo dell'accordo è questo: da lunedì le Regioni potranno aprire utilizzando il protocollo unico che hanno proposto e che il governo ha recepito. In alternativa varrà comunque quello nazionale. Sempre da lunedì ci sarà il ritorno alle messe, il Viminale ha anche trovato l'intesa con le altre confessioni religiose. Via libera a moschee e sinagoghe, ma sempre nel rispetto dei parametri di sicurezza. Tra le altre riaperture possibili, a seconda delle volontà delle Regioni, ci sono anche i centri sportivi all'aperto (esempio: i campi da tennis).
Nel decreto, inoltre, sono contenute anche le norme per le attività commerciali che non rispettano le regole. Sarà prevista una sanzione da 400 a 3mila euro per chi viola le regole.
Non solo: per le imprese infine è prevista anche la chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni. Anche i sindaci giocheranno un ruolo attivo dopo le rimostranze presentate al tavolo da Antonio De Caro, presidente dell'Anci. Nel dl è previsto, infatti, che ai primi cittadini spetterà «la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza di un metro».

LE FRONTIERE
Il governo ha preso anche un'altra decisione. Dal 3 giugno saranno riaperte le frontiere per chi arriva in Italia dall'Unione Europea, una scelta dettata dall'esigenza di far ripartire la stagione turistica e quindi l'economia. Per chi dunque arriverà dai Paesi Ue non ci sarà più l'obbligo di quarantena. Dell'accordo fa parte tutta l'area Schengen (più la Svizzera e Monaco).
Ma la vera trattativa andata a buon fine riguarda l'accordo sulle attività commerciali. Dopo ore di tensioni e vertici interrotti e poi ripresi viene cambiato anche una comma della bozza del decreto circolato in giornata. Si dà, appunto, la possibilità alle Regioni di adottare il protocollo che hanno proposto (salva rifarsi a quello nazionale Inail-Iss) con un'avvertenza che Conte fa mettere a verbale: «D'ora in poi la responsabilità sarà la vostra». Cioè se salirà il contagio del virus - che sarà monitorato tutti i giorni dal ministero della Sanità - ripartiranno le chiusure selettive. Una chiave d'interpretazione che va bene a tutti. A Conte, ai partiti di maggioranza a partire da Italia Viva, ma anche all'opposizione. I big del centrodestra infatti rimangono in silenzio e mandano avanti i rispettivi presidenti. Rimane il nodo degli spostamenti. Dice Marco Marsilio, presidente dell'Abruzzo: «Avrei proposto almeno di poter far visita a chi ha una nonna nel Reatino, a pochi chilometri da L'Aquila, ma non ho trovato la medesima sensibilità da parte dei miei colleghi».

Ultimo aggiornamento: 13:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA