Milano, il virologo Galli: «La città pagherà tra 15 giorni questi assembramenti scriteriati»

Martedì 2 Marzo 2021 di Simona Romanò

Milano e la Lombardia sprofondano ancora di più in arancione. Il rischio Covid è diventato “medio alto” causa varianti, che costringono la Regione a istituire, da oggi, altre 45 zone arancione “rinforzato”. Un quadro che rende ancora più vergognose le immagini dello scorso weekend, fra la Darsena diventata sabato sera una discoteca a cielo aperto con migliaia di persone assembrate e le sponde dei Navigli assaltati domenica nonostante le transenne. «Le conseguenze di questi comportamenti scriteriati li vedremo negli ospedali fra circa due, tre settimane, quando le infezioni arriveranno a colpire gli anziani», avverte l’infettivologo Massimo Galli, primario del Sacco e docente di malattie infettive all’Università.

 

Professore, cosa ci aspetta fra 15, 20 giorni?

«Sono due gli scenari possibili: sapremo se siamo riusciti a contenere i contagi; oppure se dovremo fare i conti con la ripartenza del Covid, che implicherà più ricoveri e morti. Che non vorrei proprio più vedere».

 

Un ritorno allo scorso marzo?

«Eravamo messi peggio un anno fa, perché eravamo travolti da un virus sconosciuto. Ora ne sappiamo di più e soprattutto c’è il vaccino. Però non nelle quantità sperate».

 

Come sfruttare al meglio le dosi, secono lei?

«Immunizzare dagli over 70 in su, perché portano al collasso gli ospedali e rischiano di riempire i cimiteri, visto che l’85% dei deceduti finora sono in questa fascia d’età. Parallelamente vaccinare per zone, bonificando i territori più colpiti, e per categorie che non possono attendere oltre».

 

Milano è la seconda provincia per contagi, dopo Brescia. Rischia il rosso?

«Non ho la sfera magica. È certo che qualunque territorio in Italia, oggi, può diventare zona rossa. E a Milano non c’è da scherzare, come invece è accaduto lo scorso fine settimana, dopo che abbiamo visto galoppare i positivi a Brescia».

 

Andiamo verso l’estate. Il caldo ci aiuterà?

«L’aspetto climatico poco conta: il caldo non riesce a liberarci dal Covid. Ad aiutarci sono i nostri comportamenti corretti. A salvarci, invece, il vaccino».

Ultimo aggiornamento: 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA