Khrystyna Novak, l'arrestato Francesco Lupino confessa: «L'ho uccisa io»

Giovedì 17 Giugno 2021
Khrystyna Novak, l'arrestato Francesco Lupino confessa: «L'ho uccisa io»

Svolta nelle indagini sul delitto di Corte Nardi, la piccola località in cui si è consumato l'omicidio di Khrystyna Novak. Il principale sospettato, Francesco Lupino, già arrestato quasi tre mesi fa, ha confessato: «L'ho uccisa io».

 

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Il 49enne di Fucecchio (Firenze) ma residente nella frazione di Castelfranco di Sotto (Pisa), aveva sempre respinto le accuse ma dopo nove ore di interrogatorio ha iniziato gradualmente a confessare l'omicidio. Khrystyna Novak, 29enne ucraina, era scomparsa nel nulla nella notte tra l'1 e il 2 novembre dello scorso anno, dalla casa in cui viveva con il fidanzato, ex socio in affari illeciti proprio di Francesco Lupino, che era stato arrestato pochi giorni prima nel corso di un blitz antidroga. 

 

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Il movente dell'omicidio sarebbe infatti proprio la vendetta, visto che il fidanzato della Novak ammise le sue responsabilità e si disse pronto a «vuotare il sacco e uscire dal giro» indicando proprio Francesco Lupino come complice nei suoi affari illeciti. Il corpo di Khrystyna Novak, sparito per mesi, è stato ritrovato il 21 maggio in un casolare abbandonato, vicino a Corte Nardi. Lupino era stato arrestato il 23 marzo. Gli accertamenti sul cadavere hanno fornito ulteriori indizi agli investigatori che hanno fissato un nuovo interrogatorio: stamani il tatuatore è stato prelevato in carcere e accompagnato negli uffici della squadra mobile dove, alla presenza del suo legale, è stato interrogato dal pm Egidio Celano e dal capo della mobile, Fabrizio Valerio Nocita.

 

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Alla fine è crollato e ha confessato promettendo agli inquirenti di collaborare. Secondo una prima ricostruzione, la notte dell'omicidio Francesco Lupino si introdusse in casa di Khrystyna Novak, ballerina presso un night di Altopascio (Lucca), e la uccise sparandole con una pistola che poi gettò in un canale proprio per vendicarsi del fidanzato di lei che aveva deciso di «uscire dal giro e collaborare con la giustizia». Per mesi Lupino ha respinto le accuse, ma con il ritrovamento del cadavere, e anche dell'arma recuperata dagli inquirenti, gli indizi in mano agli investigatori sono ulteriormente cresciuti e lo hanno convinto a confessare e a collaborare per ricostruire nei dettagli tutti i tasselli ancora mancanti della vicenda.

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