Estorsione nei confronti di un sacerdote: un arresto

Estorsione nei confronti di un sacerdote: un arresto
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Sabato 22 Ottobre 2022, 17:52 - Ultimo aggiornamento: 17:54

Estorce soldi ad un sacerdote minacciandolo di diffondere un video in cui lo stesso prelato avrebbe cercato di "baciarlo" durante la confessione. Un 20enne di Andria è stato arrestato con l'accusa di estorsione. Il giovane avrebbe avanzato richieste di danaro al prete, minacciandolo di diffondere in rete un video in cui lo stesso prelato durante la confessione, avrebbe avuto atteggiamenti "affettuosi" nei suoi confronti, tentando sempre secondo il 20enne, di baciarlo sulle labbra.

Il sacerdote, dopo aver effettuato alcuni bonifici, ha deciso di denunciare la presunta estorsione ai carabinieri. Dopo l'arresto al ragazzo è stato sequestrato il telefonino, sul quale non sono state trovate immagini o video delle presunte molestie. Al 20enne la Procura di Bari ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. 

L'interrogatorio davanti al gip

Il giovane, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ora promette che dirà tutto al pm inquirente del Tribunale di Bari, Giuseppe Dentamaro, al quale i suoi difensori hanno chiesto l'interrogatorio per chiarire tutti i contorni della vicenda che - spiegano - «non ha rilevanza penale». Il prete, che opera in un Comune della Città metropolitana del capoluogo pugliese, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe inizialmente ceduto alle pressioni del ragazzo, facendo alcuni bonifici, ma poi avrebbe deciso di rivolgersi ai carabinieri e di denunciare le presunte ed insistenti richieste estorsive. Sono scattate le indagini e il 20enne è stato arrestato e portato in carcere.

I legali del 20enne

La ricostruzione dei fatti della pubblica accusa viene respinta dai legali del giovane, gli avvocati Raffaele Losappio e Giangregorio De Pascalis, che ritengono necessario un approfondimento investigativo e, per questo, hanno chiesto al pm inquirente di interrogare il loro assistito. «Contestiamo la materialità del fatto, e quindi l'ipotesi estorsiva. Qualche parola è stata travisata. Ci riserviamo - afferma all'Ansa De Pascalis - di spiegare tutto al pubblico ministero al quale abbiamo già chiesto l'interrogatorio del nostro assistito che dovrà riferire le circostanze specifiche della vicenda che a nostro avviso non assume i contorni dell'estorsione, ma qualcosa che non ha rilevanza penale».

Secondo quanto spiegato dai legali, inoltre, non ci sarebbe stato «nessun bonifico in favore del ragazzo», così come il presunto video, di cui si parla nell'ordinanza di custodia cautelare, è «inesistente». Questa circostanza è stata confermata dalle indagini finora compiute dai militari dell'Arma. In particolare, dopo il sequestro del telefonino del 20enne al momento dell'arresto, il device è stato analizzato dai carabinieri e all'interno non sono state trovate né le immagini né i video delle presunte molestie subite nel confessionale.

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