Incendio in baraccopoli di migranti, una persona trovata morta

Incendio in baraccopoli di migranti, una persona trovata morta
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Lunedì 27 Giugno 2022, 08:21 - Ultimo aggiornamento: 14:36

Una persona è morta in un incendio che ha distrutto due baracche nell'insediamento spontaneo di migranti Torre Antonacci, a Rignano Garganico (Foggia). Il suo corpo, secondo le prime informazioni, è stato trovato carbonizzato. Sarebbe rimasto intrappolato in una delle due baracche.

È un gambiano di 35 anni la vittima dell'incendio divampato all'alba di oggi all'interno di due baracche che si trovano nel ghetto di Rignano Garganico (Foggia). La vittima era riverso a terra ed il corpo era completamente carbonizzato. «Abbiamo aiutato noi a spegnere le fiamme - racconta all'Ansa un cittadino africano che vive stabilmente nel ghetto - Nessuno di noi sapeva che c'era qualcuno dentro la baracca che dormiva. Poi, quando sono entrati a prendere i documenti hanno scoperto che c'era un morto». Un altro migrante racconta che il gambiano ha «sempre vissuto nella baracca distrutta dall'incendio» e che «lavorava tutti i giorni nei campi» 

A Rignano vivono migranti impiegati prevalentemente nei campi agricoli. Sul posto stanno operando Vigili del fuoco e Carabinieri, anche per risalire alle cause del rogo. L'incendio potrebbe essere divampato o a seguito di un corto circuito o a causa del malfunzionamento di una cucina di fortuna allestita nelle baracche. Quasi certa, comunque, la natura accidentale.

La Cgil: superare il modello dei ghetti

«Occorre mettere a punto i progetti per il superamento definitivo di questi ghetti, utilizzando nel migliore dei modi le risorse assegnate dal Pnrr a tal scopo, oltre 100 milioni per tutta la provincia di Foggia e 28 milioni destinati proprio al Comune di San Severo per l'insediamento di Torretta Antonacci». Lo scrivono i segretari generali di Cgil Puglia e Cgil Foggia, Pino Gesmundo e Maurizio Carmeno, e i segretari generali di Flai Puglia e Flai Foggia, Antonio Gagliardi e Daniele Iacovelli, commentando la morte del gambiano di 35 anni morto in un incendio divampato nella sua baracca nel ghetto di Rignano, in località Torretta Antonacci, nel Foggiano. I sindacalisti ricordano che quel ghetto è stato «oggetto di sgombero» ma «attorno alle case mobili fornite» dalla Regione «sono tornate in poco tempo baracche in legno e lamiere». «La Regione - aggiungono - convochi i comuni interessati, assuma il ruolo di governance e di supporto agli enti locali, lavorando a soluzioni abitative dignitose: basta accampamenti e container». Secondo i sindacalisti, «superare questi insediamenti informali e malsani lo si può fare solo intervenendo anche sul tema trasporti e intermediazione legale di manodopera. E, non per ultimo, mettendo mano a una legge che costringe all'illegalità anche chi anche da anni risiede e lavora nel nostro Paese, di fatto alimentando il circuito economico criminale».

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