Corea del Sud, Yoon Suk-yeol è il nuovo presidente: «Democrazia liberale per ricostruire la nazione»

Corea del Sud, Yoon Suk-yeol è il nuovo presidente: «Democrazia liberale per ricostruire la nazione»
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Martedì 10 Maggio 2022, 09:15

Yoon Suk-yeol ha prestato giuramento come nuovo presidente della Corea del Sud in una grande cerimonia allestita nella piazza dell'Assemblea nazionale alla presenza di 40.000 persone, entrando in carica in un momento di forti tensioni con il Nord. «Giuro solennemente davanti al popolo che svolgerò fedelmente i doveri di presidente», ha scandito Yoon, un ex procuratore generale conservatore di 61 anni che ha promesso una postura senza sconti verso Pyongyang, una maggiore vicinanza a Usa e Giappone, e un'agenda conservatrice, soprattutto sul ruolo delle donne. 

 Yoon Suk-yeo ha promesso di ricostruire la nazione sulle fondamenta di una democrazia liberale e di un'economia di mercato, delineando le sfide che il Paese deve affrontare, tra la pandemia del Covid-19, la riorganizzazione nelle catene di approvvigionamento globali, la crescita dell'inflazione e l'aumento della disoccupazione. «E' la chiamata della nostra generazione costruire una nazione che sposi la democrazia liberale e garantisca una fiorente economia di mercato, una nazione che adempia alle sue responsabilità come componente fidato della comunità internazionale e una nazione che appartenga veramente al popolo», ha affermato Yoon nel suo discorso di insediamento, assicurando di voler «lavorare insieme alle altre nazioni per risolvere le sfide comuni. Noi, come cittadini globali, dobbiamo prendere posizione contro qualsiasi tentativo che miri a togliere la nostra libertà, abusare dei diritti umani o distruggere la pace». La democrazia liberale «crea la pace duratura e la pace è ciò che salvaguarda la nostra libertà». Fino a poco più di un anno fa, Yoon, 61 anni, era il procuratore generale della Corea del Sud, avendo guidato indagini contro figure potenti, come l'ex presidente della Repubblica Park Geun-hye e l'ex ministro della Giustizia Cho Kuk. Malgrado l'ira per il suo operato, i conservatori lo chiamarono offrendogli la candidatura e riuscendo a vincere le elezioni e a riconquistare la presidenza dopo la parentesi di 5 anni di Moon Jae-in, del partito Democratico.

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