Pizza a domicilio? Arriva comodamente a casa anche la droga: cinque arresti. C'è anche il titolare di una pizzeria

Lunedì 4 Gennaio 2021 di Salvatore MORELLI

C'è anche il titolare di una pizzeria fra i cinque arrestati di oggi a Brindisi per spaccio. Avrebbero rappresentato un punto di riferimento per lo spaccio di droga nella movida cittadina. E durante il lockdown la consegnavano a domicilio anche con la complicità di una pizzeria. Sono state eseguite 15 perquisizioni, sequestrati in tutto 115 grammi di cocaina, 150 di hascisc e 50 di marijuana. Fondamentale per compiere le verifiche il cane Attila dell'unità cinofila della polizia di Brindisi. Le persone indagate sono tutte di Brindisi. Al termine di mesi di indagini, gli agenti della squadra mobile hanno, dunque, chiuso il cerchio attorno al gruppo di procacciatori di sostanza stupefacente. Cinque persone sono state arrestate, quattro ai domiciliari e una in carcere; mentre altre due sono state sottoposte ad obbligo di dimora. Nella mattinata odierna è stata infatti, eseguita, dagli agenti della questura di Brindisi, coadiuvati dalla Squadra Mobile di Lecce, dai Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari, nonché con l’ausilio di unità cinofile, un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Brindisi nei confronti di 7 persone resesi responsabili dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nell’ambito dell’attività di indagine coordinata dal Sostituto Procuratore presso la locale Procura Luca Miceli. Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni personali e domiciliari a carico di altri indagati nell’ambito del medesimo procedimento penale.

L’attività di indagine trae origine dall’arresto in flagranza di un 38enne, Fabrizio Perugino, avvenuto lo scorso aprile. L'uomo fu trovato in possesso 0,4 grammi di cocaina e diversi spinelli. L’estensione della perquisizione nella sua abitazione portò al sequestro di ulteriori dosi di cocaina (circa 40 grammi) pronte per essere smerciate e la somma di circa 4.000 euro ritenuta provento di attività illecita. La successiva attività di indagine ha consentito di individuare il resto del gruppo attivo nel capoluogo. Oltre a Perugino, è emerso così il coinvolgimento di altre tre persone: Francesco Testini, il titolare di un locale commerciale, Giuseppe Molendini (32 anni, sottoposto agli arresti domiciliari) e Daniel Borsetti (21 anni) e Cristina Mela (40 anni), finiti ai domiciliari. La misura dell’obbligo di dimora è stata, invece, applicata a carico di G.D. (33 anni) e L.M. (24 anni).

 

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