Servizi sociali: Brindisi rinuncia, la presidenza alla sindaca di San Vito

Mercoledì 18 Maggio 2022 di Francesco RIBEZZO PICCININ
Silvana Errico

Dopo avere rinunciato a quasi metà del cofinanziamento richiesto a San Vito dei Normanni, Brindisi fa un altro passo indietro e cede la presidenza del consorzio per i servizi sociali alla sindaca sanvitese Silvana Errico, che già qualche tempo fa aveva rivendicato la carica per sé come «ruolo di garanzia», facendo esplodere le polemiche politiche tra le due città. A completare il consiglio di amministrazione del nuovo organismo, che va a sostituire l’Ambito Br1 incaricato della programmazione locale e del coordinamento degli interventi dei servizi sociali e delle altre prestazioni integrate, ci saranno il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi in veste di vice presidente ed il presidente della commissione Servizi sociali del consiglio comunale del capoluogo Paolo Le Grazie (consigliere del Movimento 5 Stelle) nel ruolo di componente semplice. All’assessore al Welfare Isabella Lettori, invece, spetterà il compito di sostituire permanentemente Rossi nell’assemblea dei soci dello stesso consorzio.

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Il cambio

La decisione è arrivata dopo una riunione andata in scena ieri mattina. La scelta di passare dall’Ambito al consorzio, invece, risale ormai a qualche settimana fa ed è stata già ratificata dai consigli comunali di entrambi i Comuni. Tuttavia, proprio nelle scorse settimane non erano mancate le polemiche tra i due soci. Sia per la pretesa della sindaca Errico, sia per una questione ancora più “terrena”, ovvero la suddivisione della quota di cofinanziamento tra i due Comuni.

Le polemiche

Il capoluogo, infatti, contestava a San Vito di non avere mai versato la quota che avrebbe dovuto, ovvero 400mila euro ma di avere versato solo 110mila euro all’anno. Questione rispetto alla quale, tra l’altro, è stata presentata dal consigliere di Idea Luciano Loiacono una interrogazione che si discuterà proprio oggi in consiglio comunale. Dal canto suo, il Comune sanvitese contestava l’effettiva erogazione o quanto meno il valore qualitativo dei servizi.
Per poter mantenere gli stessi servizi offerti fino ad oggi, aveva spiegato il sindaco Rossi appena una decina di giorni fa, fatti salvi i contributi regionali e nazionali, occorre un cofinanziamento da parte dei due enti soci che ammonta complessivamente a 2 milioni di euro. «Da ripartire - ricordava Rossi - tra i due Comuni sulla base della dimensione, con una proporzione che è di circa 80 a 20. Ora, noi abbiamo visto che quei 2 milioni, negli anni precedenti, sono stati suddivisi così: 1,9 milioni circa a carico di Brindisi e 110mila euro a carico di San Vito. Dopo una serie di riunioni del coordinamento di Ambito, abbiamo ripartito la contribuzione in questo modo: 400mila a carico di San Vito, 1,6 milioni circa a carico di Brindisi». Suddivisione che, in alcune dichiarazioni pubbliche, era stata contestata dalla sindaca Errico. «Per dire che i conti sono sbagliati - rispondeva Rossi - bisogna dire in che modo lo sono e dimostrarlo. Tra l’altro, quei calcoli effettuati dal dirigente dell’Ambito non sono stati contestati formalmente da nessuno. In questa impasse, il Comune di Brindisi ha prorogato i servizi fino al 30 giugno». Facendosi carico, lasciava intendere, di tutti i costi.

L'accordo

Alla fine, tuttavia, l’accordo era stato raggiunto per una cifra più bassa. “In uno sforzo comune - si leggeva solo pochi giorni fa in una nota del Comune di Brindisi - teso a garantire l’attenzione per i propri cittadini, i servizi offerti e gli attuali livelli occupazionali, è stato approvato il cofinanziamento dei due Comuni costituenti l’Ambito Br1 prevedendo per il Comune di San Vito dei Normanni di elevare la somma a 263mila euro, rispetto alla somma richiesta negli anni scorsi di 110mila euro. Al contempo il Comune di Brindisi, nonostante il Piano di riequilibrio in atto, garantirà la somma residua per la spesa storica degli anni precedenti”.

Gli appalti

Superate le difficoltà su presidenza e cofinanziamento, ora il problema più urgente riguarda i servizi in scadenza, ovvero integrazione scolastica, Adi e Sad, Polo servizi territoriali, sportello sociale e affidi. I tempi, infatti, potrebbero essere troppo stretti per una gara breve e questo comporterebbe il rischio di una sospensione dei servizi.

 

Ultimo aggiornamento: 07:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA