Via alla sperimentazione: trasfusione di plasma a un paziente con il Covid

Sabato 23 Maggio 2020 di Maurizio DISTANTE
Dalle parole si passa ai fatti. Dopo l'annuncio dell'avvio della procedura di selezione dei potenziali donatori di plasma tra i guariti da Covid-19 ospitati nelle unità dedicate alla malattia dell'ospedale Antonio Perrino, da oggi parte l'infusione del siero iperimmune a un paziente ricoverato nel reparto di Malattie infettive del presidio brindisino.

Il plasma che verrà somministrato al malato non proviene da donatori autoctoni, sui quali si continua a lavorare per individuare gli idonei, ma giunge dal Policlinico di Bari. Il via ufficiale al protocollo per la trasfusione arriva da Domenico Potenza, direttore di Malattie infettive, attuale reparto di residenza del paziente, e da Pietro Gatti, direttore di Medicina interna, unità dove era ricoverato in precedenza.

«Tra oggi e lunedì aggiunge Potenza verranno effettuate tre infusioni, una al giorno: le sacche di plasma arrivano dal Centro trasfusionale di Bari. Questo tipo di terapia dice ancora Potenza - è riservata ai pazienti con malattia moderata-severa». Potenza, nell'annunciare l'inizio delle trasfusioni con le sacche provenienti dal Policlinico, ha ricordato che anche al Simt di Brindisi, il servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale, procede l'impegno per dotarsi di donatori propri, dai quali prelevare il plasma idoneo alle trasfusioni: non tutti i guariti dal Covid-19, infatti, registrano il titolo anticorpale necessario a combattere il virus una volta entrati nell'organismo colpito e, per questo, bisogna sottoporre il plasma a una serie di analisi utili allo scopo. «Il Centro trasfusionale dell'ospedale Perrino prosegue Potenza - ha avviato la selezione dei donatori tra i pazienti guariti. Il sangue viene esaminato nell'ospedale di Padova: i soggetti che hanno un titolo anticorpale sufficiente verranno richiamati per donare il plasma».
Quindi, tra non molto, i malati brindisini potranno contare sui propri conterranei guariti per accedere al protocollo di cura che sta dando buoni risultati in tutta Italia: come dichiarato dal responsabile vicario del Simt, Antonella Miccoli, sono tanti gli ex pazienti certificati negativi dai tamponi a essersi proposti per la donazione. Il serbatoio ufficiale dei potenziali donatori, però, rimangono i reparti Covid degli ospedali: a tal proposito, Gatti ha ricordato il grande lavoro di collaborazione tra le unità Covid del Perrino finalizzato proprio alla ricerca e alla catalogazione dei soggetti guariti e, quindi, potenzialmente idonei alla partecipazione al protocollo di cura. «Questo è il risultato afferma Gatti di un importante lavoro di collaborazione tra reparti ospedalieri, dall'individuazione dei pazienti fino alle pratiche per raccogliere il consenso informato».

Miccoli, esponendo le linee generali del protocollo in uso a Brindisi, ha spiegato la procedura di selezione dei potenziali donatori e l'approccio clinico che sarà usato nelle varie fasi della sperimentazione. «Dopo la raccolta dei dati personali dei potenziali donatori spiega - si passa agli esami ematochimici: l'ospedale di Padova esaminerà il titolo degli anticorpi neutralizzanti anti-Sars-CoV-2. Se il risultato sarà favorevole, convocheremo nuovamente i donatori e li sottoporremo al prelievo del plasma. Siamo partiti da donatori che sono stati sintomatici e poi passeremo a quelli che sono stati paucisintomatici».

Negli stadi iniziali del protocollo, come sottolineato dai referenti del servizio, è fondamentale la collaborazione e lo scambio di informazioni tra i responsabili delle unità che hanno avuto a che fare col coronavirus per individuare in maniera più snella e precisa i papabili da sottoporre alle analisi per la ricerca delle condizioni necessarie al prelievo del plasma iperimmune, oltre la mano che giunge direttamente anche dai pazienti già guariti, desiderosi di dare il proprio contributo in tutti i modi possibili nella lotta al coronavirus. Una volta individuati i soggetti idonei al prelievo, il ciclo brindisino del plasma iperimmune sarà chiuso: i guariti locali coi titoli anticorpali sufficienti a raggiungere gli standard clinici forniranno il farmaco ai malati del posto, donando una speranza in più di vittoria della scienza e della solidarietà sulla malattia. Ultimo aggiornamento: 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA