Muore nella movida per difendere la moglie: aperta una inchiesta

Muore nella movida per difendere la moglie: aperta una inchiesta
È morto tentando di difendere la moglie, Francesco Nigro. Conosciuto da tutti come Ciccio un euro, il 55enne di Montalbano, residente ad Ostuni, gestiva un'area parcheggio sul litorale nord della Città Bianca nei pressi del Pilone. Ed è stato qui, poco dopo la mezzanotte di Ferragosto, che è avvenuto il dramma. Un senso di protezione innato per gli affetti cari, dimostrato per l'ennesima volta, ma fatale, in questa circostanza, alla sua esistenza terrena. Si è spento lavorando, nell'ennesima notte di eccessi lungo il litorale di Ostuni: dopo i sequestri, le multe, i minorenni recuperati tra i cespugli in coma etilico, questa volta anche la tragedia della perdita di una vita umana.

Una movida in fermento nella notte di Ferragosto tra i lidi a nord della Città Bianca, con migliaia di giovani ad invadere l'intero tratto del litorale. Nessuna colluttazione fisica o segni di violenza, però, avrebbe determinato il decesso di Francesco Nigro. Ma, il dubbio dei familiari e degli amici più stretti è che quel malore improvviso, non sia stato casuale, ma provocato da uno stato di agitazione dopo il diverbio di un uomo con sua moglie. Nigro soffriva già di problemi di cuore. Una condizione fisica, però, che non gli impediva, quotidianamente di portare avanti la sua attività di parcheggio all'interno del parco Dune Costiere. E dell'area naturale a nord di Brindisi era diventato un emblema, anche per la caparbietà con la quale rispettava e proteggeva l'habitat della zona. Tutto questo fino alla tragica notte tra mercoledì e giovedì.

Una vicenda dai lati ancora oscuri e su cui la magistratura punta a far estrema chiarezza, anche attraverso l'autopsia sul cadavere del 55enne. Luca Micieli, pubblico ministero di turno, titolare del fascicolo aperto in Procura a Brindisi, ha conferito l'incarico per svolgere l'esame per lunedì 19 agosto. In contemporanea, intanto, gli agenti del commissariato di Ostuni proseguiranno nell'analisi degli elementi acquisiti sul posto, dopo la richiesta d'intervento. Verità e giustizia chiedono i familiari di Francesco Nigro: la moglie, in questa fase dell'inchiesta, è assistita dagli avvocati Antonello Anglani e Andrea Melpignano. Anche la testimonianza della donna potrà essere determinante per far emergere con maggiore chiarezza il contesto nel quale è avvenuto il diverbio, da cui è degenerato il malore, poi, fatale al marito.

Il litigio sarebbe avvenuto perché qualcuno avrebbe tentato di forzare l'ingresso del parcheggio gestito dal 55enne. Da qui ci sarebbe stata la richiesta di spiegazioni della moglie all'autista del mezzo, fino agli insulti di cui ne sarebbe rimasta vittima. Nigro secondo una versione al vaglio delle forze dell'ordine - sarebbe intervenuto pochi secondi dopo in difesa della donna, avvertendo il malore, poi fatale, mentre discuteva con l'altro uomo. Lo stesso automobilista sarebbe poi fuggito non prestando soccorso, a bordo di una Fiat Grande Punto di colore bianco. Si tratta di un'ipotesi al momento non confermata dall'autorità giudiziaria.

Tra le certezze di quella serata le decine e decine di auto parcheggiate, in maniera pericolosa, anche ai lati della complanare. Anche le stradine, che conducono direttamente sui lidi, erano stracolme di auto. Non dettagli di secondo piano, questi. Il mezzo del 118 infatti, giunto tempestivamente in quel tratto di costa, ha impiegato diversi minuti per raggiungere l'area dove Nigro era a terra, perché diverse auto parcheggiate ostacolavano e non poco gli accessi. Alcuni volontari della Croce Rossa, avevano già avviato le manovre salva vita, con l'utilizzo di un defibrillatore. Nulla però è servito ad evitare la morte dell'uomo, tra la disperazione della moglie e dei tanti amici, che hanno sperato che il suo cuore riprendesse a battere. Speranze, però, vane, con il tragico epilogo a rendere tragica la notte di Ferragosto.
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Sabato 17 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:57