Mesagne e il suo campione, dalla palestra al giornalismo le passioni di Vito Dell'Aquila. Le lacrime di mamma Maria: «Lui e il nonno sapevano avrebbe vinto»

In basso, a sinistra, Vito Dell'Aquila
In basso, a sinistra, Vito Dell'Aquila
di Antonio RODI
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Domenica 25 Luglio 2021, 11:29 - Ultimo aggiornamento: 13:36

Mamma Maria piange di gioia quando il suo Vito, a otto secondi dalla fine, sferra il colpo decisivo, conquistando la medaglia d'oro. È nata una stella. La sua stella. Mesagne si emoziona. L'Italia intera gioisce. Lo ha sempre saputo Vito Dell'Aquila, lo ha sempre detto e lo ha sempre dimostrato: «Io andrò alle Olimpiadi, non come spettatore, non solo per partecipare, ma per vincerle. Il mio obiettivo è solo quello». E così è stato. Per la madre non è una sorpresa, la dedica speciale di Vito al nonno, scomparso di recente: «È cresciuto con lui, tante volte lo accompagnava da piccolo in palestra. Lo ha seguito, passo dopo passo, nella sua passione. Erano molto legati. É venuto a mancare da poco. Ma da lassù gli è stato accanto, nel giorno più importante per Vito».

La gioia di un'intera città


Dal dolore profondo, alla gioia più grande. Emozioni forti. Mesagne, città dove Vito è nato il 3 novembre 2000 e dove ha iniziato a praticare il taekwondo dall'età di 8 anni (nell'ex scuola media Marconi ospita il Centro Federale di Taekwondo) è una comunità in festa, a cominciare dal rione Papa Sisto, alla periferia del paese, dove le sue foto sono appese sui muri delle abitazioni. E dove sventolano le bandiere tricolori. Omaggio a un campione predestinato: il primo acuto, una medaglia di bronzo mondiale in bacheca vinta in Corea del Sud nel 2017, anche questa volta l' Estremo Oriente gli porta fortuna con una medaglia d'oro olimpica.

Il ritratto


Appassionato di musica e fotografia, in futuro sogna di diventare giornalista anche se questo oro cambierà per sempre il suo destino. Il sindaco di Mesagne Toni Matarelli ha fatto giungere subito i suoi auguri al neo campione olimpionico. «Il suo e il nostro sogno si avvera. Immenso Vito, vero orgoglio mesagnese», le parole del primo cittadino. «Vito è un ragazzo straordinario. La sua educazione, improntata ai migliori valori dello sport e della vita, è un esempio straordinario per i giovani della sua età e per una città che è orgogliosa di lui. La sua medaglia rappresenta il giusto riconoscimento per i tanti sacrifici sopportati e per la grande passione sportiva che coltiva sin da bambino. Il suo traguardo vale molto per tutti noi», ha poi aggiunto. «Il nome di Mesagne, che si lega sempre più alla pratica di una disciplina sportiva che al nome della città associa l'eccellenza di una pratica esercitata ai massimi livelli, che vede così arricchire il prestigioso palmarès degli onori. Complimenti a Vito, alla sua meravigliosa famiglia e ai suoi allenatori: attendiamo il suo rientro per festeggiare».
Nelle ex scuola media Marconi, c'erano veramente in tanti. Compresi i suoi genitori e il suo primo mentore, ovvero il maestro Roberto Baglivo il quale proprio nella sua palestra New Marzial, la stessa dove in passato si è allenato anche l'oro olimpico di Londra 2012, Carlo Molfetta. E che negli ultimi anni ha visto crescere il 20enne atleta azzurro che ha cominciato a praticare il taekwondo a otto anni, prima di entrare nel 2018, a 17 anni, nel centro sportivo dei Carabinieri. «Sono molto soddisfatta». Stringe il tricolore, poi abbraccia il marito la mamma di Vito. «Ero certo che ce l'avrebbe fatta. È partito per Tokio con lo spirito giusto. E voleva a tutti i costi questa medaglia da dedicare al nonno», racconta commosso anche Leo, il papà del campione olimpico. Nel pomeriggio, dopo il combattimento, all'estero della palestra c'è stata una festa improvvisata con amici e tifosi che hanno urlato: «Vito, Vito...» e poi: «C'è un solo maestro, un solo maestro...», facendo riferimento allo storico maestro della New Marzial, Roberto Baglivo. Il padre e la madre di Vito, assieme al maestro, hanno esibito una grande bandiera tricolore. Il padre dell'atleta ha stappato una bottiglia di spumante. Erano tutti in delirio e osannavano Vito e il maestro Baglivo. I giovani atleti gli si stringono attorno con senso di rispetto e di riconoscenza. Tra di loro forse si nasconde un futuro oro olimpico di taekwondo. La gioia è tanta e l'emozione pure, dunque. Il piacere, per l'intera comunità, di gustarsi fino in fondo questa fantastica giornata.

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