La “mandorla riccia” tra i sapori del mondo: il dolce di Francavilla spospola al salone del gusto

La “mandorla riccia” tra i sapori del mondo: il dolce di Francavilla spospola al salone del gusto
di Eliseo ZANZARELLI
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Venerdì 23 Settembre 2022, 19:25

Metti una mandorla riccia a Torino, al Terra Madre Salone del Gusto. Una delle rassegne culinarie più note in Italia e in Europa, dedicate al cibo buono, pulito ed equo. Il confetto riccio di Francavilla Fontana è stato riconosciuto, non certamente a caso, nei giorni scorsi presidio Slow Food. Non si tratta assolutamente di risultati di poco conto, ma anzi di grandi conquiste sia formali che sostanziali rispetto a un prodotto dalla forte connotazione territoriale ma forse finora un po’ troppo sottovalutato o, perlomeno, poco valorizzato. 

Apprezzato da tutti


Eppure in tanti si sono accorti e si stanno accorgendo della sua bontà, oltre che della sua semplice e fondamentalmente sana origine: sono pochi gli ingredienti ma tantissimo l’inconfondibile sapore. Visitatori e buongustai provenienti da tutto il mondo possono apprezzare questo “dolce povero” della tradizione francavillese e ammirarne la lavorazione. La presentazione ufficiale, alla presenza dell’Assessore alle Attività Produttive e di una delegazione di maestri ricciai, tra i quali l’artigiano Nicola Tardio, già presente in Piemonte, è in programma sabato 24 settembre alle 11.30.

Questo importante risultato premia il lavoro condotto negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale e dagli stessi produttori artigianali, custodi e si spera tramandatori no troppo gelosi di antiche tradizioni. Il riconoscimento di Presidio Slow Food, infatti, fa entrare di diritto Francavilla Fontana nel circuito delle comunità che operano per salvaguardare e tramandare alle nuove generazioni i prodotti della tradizione. Tra i compiti prefissati dal presidio francavillese c’è la tutela delle varietà locali di mandorla come la tondina, la catuccia, la spappacarnale e la carluccio che costituiscono l’ingrediente base del confetto riccio. Non è la prima volta che il riccio si fa apprezzare a livello internazionale. Già nel 1912 questo prodotto ottenne la medaglia d’oro alla Fiera dei Sapori di Parigi. In tempi più recenti, precisamente nel 2004, ha ottenuto il riconoscimento di “prodotto agroalimentare tradizionale” dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Gli elementi base del riccio sono mandorle, acqua e zucchero con l’aggiunta di aromi naturali come il cedro o il limone. La lavorazione avviene in un particolare pentolone di rame, noto come la conca, fissato con due corde ad un bilanciere appeso al soffitto. 


Il confetto riccio continua a vivere nella storia di Francavilla Fontana e, grazie a questo importante palcoscenico, è pronto per farsi apprezzare sempre di più a livello nazionale ed internazionale. Come direbbe qualcuno rifacendosi a un celebre proverbio: non sono mica pizze e fichi... Con tutto il rispetto per queste ultime due leccornie, il confetto riccio è tutta un’altra cosa e somiglia per certi aspetti più alle ciliegie: mangiato il primo confetto o mandorla riccia che dir si voglia, ti va immediatamente di mangiarne un altro e così all’infinito, sino a quando il fondo del classico “cartuccio” non ti dà la possibilità d’ingerirne qualcun altro in quanto ormai vuoto.
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