Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Ecco la frisa salentina versione "dolce": quattro varianti per un dessert da leccarsi i baffi

Ecco la frisa salentina versione "dolce": quattro varianti per un dessert da leccarsi i baffi
di Marco MONTAGNA
3 Minuti di Lettura
Venerdì 23 Settembre 2022, 17:54 - Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 22:28

Ecco la frisa salentina versione "dolce": quattro varianti per un dessert da leccarsi i baffi. Se si pensa alla classica frisa salentina, ci s’immagina a consumarla d’estate, di ritorno dal mare, farcita con pomodorini, olio, sale, basilico o anche tonno e verdure grigliate. Ma, a ben pensarci, chi l’ha deciso che la frisa debba essere un prodotto solo salato e da consumare solo in estate? L’imprenditrice Susanna Pepe suggerisce un nuovo modo di gustare uno dei prodotti più famosi della gastronomia salentina: la frisa dolce. Anzi, la “Dolce Frisa”, nome che richiama alla mente “La Dolce Vita” di Federico Fellini, che tratteggiava una Roma smaniosa di mettersi alle spalle le sofferenze della guerra. Come allora, anche oggi c’è la voglia di archiviare definitivamente gli anni di pandemia e di riassaporare il gusto delle cose belle della vita, anche a tavola. Da qui, il concept del prodotto: «Nessuno stravolgimento della tradizione – spiega la sua ideatrice, titolare della “Masseria Ficazzana” a Salve -, bensì un’innovazione di uno più famosi prodotti tipici salentini». Già nel 2019, l’azienda del Capo di Leuca rivisitò un altro dei simboli della cucina nostrana, lanciando sul mercato, con grande successo, il “Rustico Dolce”.

Le quattro versioni

La “Dolce Frisa” è proposta in quattro versioni, a seconda del miele scelto per l’impasto: quello di macchia mediterranea è stato utilizzato per la frisa con gocce di cioccolato; il miele di melata, per quella con mandorle e uvetta; il miele d’arancio, per la frisa al “mustazzolo”; il miele di coriandolo, per la frisa di farina di canapa, con fichi secchi e granella di pistacchio. La materia prima arriva direttamente dagli orti della Masseria Ficazzana e dall’Apicoltura Margarito di Racale. Si consiglia d’inzupparla nel latte o nel caffè a colazione, o di consumarla come merenda pomeridiana, soprattutto per i bambini. Il risultato finale è un alimento naturalmente privo di glutine, in grado di accontentare tutti i palati, anche quelli di chi non ha intolleranze alimentari. Il progetto “La Dolce Frisa” è sostenuto da Confcommercio Lecce.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA