Un futuro senza carbone: al voto il Parlamento europeo. Brindisi col fiato sospeso

Lunedì 14 Settembre 2020 di Francesco TRINCHERA

Il Parlamento europeo dirà la sua ultima parola sul Just transition fund, il Fondo per una giusta transizione che è stato pensato dalla Commissione per aiutare le economie delle regioni dipendenti da fonti fossili. Oggi, infatti, inizia la sessione plenaria nell'assise comunitaria che voterà su questo provvedimento, al quale Brindisi aveva chiesto di accedere nell'ottica della decarbonizzazione ed in cui il capoluogo era stato inserito in un'unica area con Taranto, secondo quanto detto dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano in una visita in città di qualche settimana fa.

E gli ambientalisti attaccano: «L'Europa dica no anche al gas»

L'ultimo passo, nelle istituzioni dell'Unione europea, per questo provvedimento era stata la decisione presa dal Consiglio europeo (riunione di capi di stato e di governo) di diminuire a 10 miliardi di euro la parte destinata al Fondo nel Recovery Plan (il cosiddetto Next generation Eu), per un importo totale di 17,5 milardi una volta sommati i 7,5 miliardi dal bilancio pluriennale.

Il taglio di questa misura aveva spinto gli europarlamentari, subito dopo la decisione del Consiglio,a chiedere un bilancio pluriennale più ambizioso, soprattutto su alcune misure specifiche come quelle rivolte all'ambiente. In precedenza, infatti, le altre istituzioni europee avevano previsto un importo maggiore: dopo i soli 7,5 miliardi previsti in era pre-Covid, da attingere dal bilancio comunitario, la Commissione aveva poi riformulato la proposta alla luce della crisi pandemica prevedendo un innalzamento a 43 miliardi complessivi (11 dal bilancio e 32 dal Next generation Eu) mentre il voto in Commissione Regi (quella per lo sviluppo regionale) del parlamento europeo aveva portato i fondi ad un totale di 57 miliardi di euro (25 miliardi dal bilancio e sempre 32 dal Next generation Eu).
Proprio la Regi aveva votato anche la possibilità di garantire l'utilizzo del gas per alcune delle economie fortemente dipendenti dal carbone: eventualità fortemente osteggiata dalle associazioni ambientaliste.

Le cifre che sono state decise in seno al Consiglio europeo darebbero all'Italia una somma di circa 700 milioni di euro, come ribadito anche dal ministro all'Ambiente Sergio Costa durante una audizione di giovedì scorso in Commissione Ambiente della Camera. Il ministro, che ha ribadito il fatto che al momento si discute di dati non definitivi, non ha citato espressamente Brindisi, in quanto ha detto che i soldi saranno utili per la riconversione per la decarbonizzazione di alcuni poli industriali tra cui spiccano l'ex Ilva di Taranto e gli impianti carboniferi del Sulcis.

Costa, inoltre, ha spiegato che per poter accedere al fondo saranno necessari dei Piani territoriali: in quest'ottica, la Commissione europea ha creato uno strumento di aiuto ai vari attori, il Just transition platform, in cui i diversi attori potranno confrontarsi tra loro.Nella stessa occasione, il vicepresidente della Commissione con delega al Green Deal, Frans Timmermans, ha lanciato anche dei just transition team di supporto agli stati membri. Con questo quadro che si è delineato, resterebbero aperti degli scenari di diverso tipo per la decarbonizzazione brindisina: recentemente anche lo stesso sindaco, Riccardo Rossi, aveva spiegato di essere in stretto contatto con i membri del governo per capire la migliore soluzione.

Proprio in considerazione dello svuotamento delle risorse per il Fondo per una giusta transizione, Rossi aveva ritenuto percorribili diverse strade, come quella della possibilità di attingere i finanziamenti anche in altre modalità, non più dal Jtf ma dai progetti interni al Recovery Plan che saranno presentati dal governo italiano.

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