E gli ambientalisti attaccano: «L'Europa dica no anche al gas»

Lunedì 14 Settembre 2020 di Francesco TRINCHERA
Il no all'utilizzo del gas come punto dirimente verso l'approvazione del Just transition fund, il Fondo per una giusta transizione pensato dalla Commissione europea per aiutare le economie regionali fortemente dipendenti da fonti fossili ed a cui Brindisi aveva chiesto di accedere nell'ambito del processo di decarbonizzazione.

La richiesta arriva dalle associazioni ambientaliste in vista del voto in plenaria al parlamento europeo che riguarda questo specifico provvedimento. «Gli eurodeputati è l'appello rivolto ai vari capigruppo nell'assise parlamentare - non permettano all'industria del gas di sottrarre denaro alle regioni europee, potendo accedere ai fondi del Just Transition Fund, ma aiutino quelle più vulnerabili ad aprire le porte a uno sviluppo duraturo e sostenibile». Tra i firmatari ci sono il Wwf che si accompagna a 25 organizzazioni europee (in cui sono incluse Greenpeace e Legambiente).
«Gli eurodeputati - spiega Wwf - devono ribaltare la posizione regressiva della Commissione per gli affari regionali del Parlamento, che ha votato a favore dell'ammissibilità del gas al finanziamento del Fondo per la Just Transition». L'apertura, infatti, è emersa a margine del voto nella Regi nel luglio scorso, attraverso cui si dava la possibilità alle regioni a più alto uso di carbone di effettuare investimenti in gas naturale, purché ambientalmente sostenibili secondo alcune particolari condizioni.

Questa stessa posizione registrò sin da subito i pareri contrari dei diversi soggetti che operano (a livello europeo e non solo) nel mondo dell'ambiente e dell'energia, tra i quali la stessa Greenpeace ed il Can (Climate action network) Europe.
Il tutto, segue un'impronta che era già delineata nel tempo: prima del voto, l'appello a non indirizzare i fondi verso il gas era arrivato anche da una lettera di 60 organizzazioni non governative. Ed anche oggi gli ambientalisti ribadiscono la loro contrarietà: in particolare, puntano il dito sul gas naturale che essendo un combustibile fossile «inquina ed emette gas serra non deve avere posto in un'Europa neutrale dal punto di vista climatico».

Inoltre, aggiunge la nota inviata all'europarlamento, «non è efficace per la creazione di posti di lavoro». Nello stesso contesto è ricordato come altri organi dell'Unione, come la Commissione europea, il Consiglio dell'Ue (dove ci sono i rappresentanti degli Stati membri raggruppati per tematiche) ed il Comitato delle Regioni si siano espresse contrariamente all'ottenimento dei fondi per progetti che comprendano il gas.
In questo contesto, inoltre, il Wwf ha fissato alcuni aspetti su cui dovrebbe agire il Jtf: «Escludere il gas e i combustibili fossili in genere dai finanziamenti, richiedere che i piani siano allineati con gli obiettivi climatici dell'Ue per accedere ai fondi, premiare i progetti con più ambizioni climatiche e includere le date di eliminazione del carbone al massimo nel 2030 e del gas al più tardi nel 2035 a livello europeo ed in fine incoraggiare e consentire partenariati efficaci sostenendo la trasparenza e un impegno significativo, anche con la società civile, i governi locali e i sindacati». © RIPRODUZIONE RISERVATA