Discariche abusive, 21 siti scoperti in appena un mese

Discariche abusive, 21 siti scoperti in appena un mese
L'attività di monitoraggio e contrasto dei carabinieri del Comando provinciale di Brindisi in materia di abbandono dei rifiuti ha permesso di scoprire nel mese di luglio ben 21 siti da sottoporre a bonifica, dislocati in ogni angolo della nostra provincia.

In città, al quartiere Minnuta, la scorsa settimana i militari forestali del Nucleo investigativo (Nipaaf) hanno scoperto una discarica di rifiuti pericolosi, anche parzialmente interrati. Nell'area di circa 14mila metri quadri, grazie all'utilizzo di un escavatore, sono affiorati scarti di demolizioni edili, plastica, vetro e catrame a una profondità di circa un metro. Era stato un casuale pattugliamento a portare alla luce nel perimetro urbano (poco distante dalla linea ferroviaria, alcune abitazioni e la strada dei Pittachi) quell'ammasso di rifiuti in fase di decomposizione. L'area è stata poi sottoposta a sequestro penale preventivo, mentre i cinque comproprietari del terreno-discarica, sono stati tutti multati e denunciati alla Procura della Repubblica di Brindisi.

In provincia, invece, sono stati i carabinieri della Stazione di Francavilla Fontana, al termine degli accertamenti, a denunciare l'altro giorno - in stato di libertà - un 61enne di Villa Castelli per attività di gestione rifiuti non autorizzata. L'uomo è stato sorpreso alla guida del proprio autocarro Iveco Daily nei pressi della zona industriale della città degli Imperiali con un carico di rottami ferrosi, senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni.

Purtroppo, l'abbandono incontrollato dei rifiuti continua a far registrare denunce di ogni genere, anche se le ripercussioni sanzionatorie sono pesanti: tutti coloro che vengono individuati quali trasgressori sono puniti con una sanzione amministrativa fino a 3mila euro. Cifra che viene raddoppiata, raggiungendo i 6mila euro, qualora lo sversamento riguardi rifiuti pericolosi come materiali infiammabili, corrosivi, di provenienza industriale o amianto.
L'attività di monitoraggio delle Stazioni dei carabinieri - competenti per territorio provvede inoltre a segnalare alle autorità anche la presenza di discariche incontrollate che si notano lungo gli assi viari, costituite da accumuli di rifiuti collocati all'interno delle piazzole di sosta, dei canali di scolo, sulle complanari e sulle scarpate. Al riguardo, ogni amministrazione comunale può imputare all'ente proprietario della strada l'omessa vigilanza, con gli obblighi di rimozione e smaltimento ed il ripristino dello stato dei luoghi. Infatti, vanno in questa direzione le pronunce da parte del Tar della Puglia che impongono all'ente gestore, per fini di tutela ambientale, di provvedere alla pulizia dai rifiuti abbandonati sulle strade statali in gestione e al relativo corretto smaltimento. I Tribunali amministrativi, in sostanza, hanno affermato che in assenza dell'individuazione del responsabile, vada ascritta all'ente gestore a titolo di colpa la mancata adozione delle misure necessarie volte ad evitare il deposito di rifiuti da parte di terzi.

«Tali comportamenti - scrivono in un comunicato i carabinieri del Comando provionciale -, connotati da scarsissimo senso civico, dequalificano il territorio, mettendo a rischio anche la salute delle persone».
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Giovedì 8 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento: 10:32