«Brindisi già capitale d'Italia»: la proposta di due deputati

«Brindisi già capitale d'Italia»: la proposta di due deputati
Forza Italia prova di nuovo a ripresentare la proposta di legge per dare a Brindisi il titolo di già capitale d'Italia. La deputata che fa da prima firmataria è sempre Elvira Savino, che si fece promotrice della proposta già durante la scorsa legislatura. A lei dà man forte un altro deputato della stessa formazione politica, il brindisino Mauro D'Attis.
La parlamentare forzista fa riferimento anche alle parole del 13 gennaio 1960 dell'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, conferendo alla città la medaglia d'argento al valor civile. L'ex capo dello stato, infatti, scriveva nel suo provvedimento che Brindisi sopportava con intrepido coraggio e fiero comportamento numerosi bombardamenti sacrificando la vita di molti suoi figli all'ideale patriottico, o ancora che in virtù della sua posizione geografica, partecipò con l'intera popolazione attivamente alle operazioni belliche. Fu sede del primo governo democratico della nuova Italia.
La Savino ripercorre la storia dal 10 settembre del 1943 all'11 febbraio del 1944 quando «a Brindisi ebbe sede il governo, furono approvate diverse leggi, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, stampata dalla locale tipografia Ragione, furono requisiti alcuni palazzi per insediarvi i  vari ministeri e fu stampata la cosiddetta AM-lira, la moneta americana di occupazione emessa per far fronte alla mancanza di denaro. La permanenza delle istituzioni dello Stato a Brindisi segnò dunque l'avvio del processo che portò alla costituzione della Repubblica italiana».
La relazione inoltre aggiunge che nella Brindisi dell'epoca furono presi provvedimenti importanti relativi alla politica estera, intessendo le relazioni con i paesi esteri; o interna, come quello sulla libertà di stampa, nonché il seme della ricostituzione di un esercito italiano. D'Attis si sofferma su questi fatti e si aggiunge alla richiesta per rafforzarla. «Dando seguito ha affermato - all'iniziativa del presidente Gronchi e considerando l'importanza strategica dei fatti storici accaduti, è doveroso che la città di Brindisi veda riconosciuto il fondamentale ruolo che ha avuto nella storia d'Italia».
Lo stesso parlamentare forzista aveva promosso una serie di incontri tra Brindisi e Bruxelles su quel periodo storico mentre l'allora sindaco Domenico Mennitti nel 2011 indirizzò una lettera al Presidente della Repubblica dell'epoca, Giorgio Napolitano, per sostenere la causa. Il dibattito, perciò, è ancora aperto, anche fra gli storici della città.
Giacomo Carito, presidente della sezione locale della Società di Storia Patria per la Puglia, ha dato la sua opinione sulla vicenda. «Brindisi ha spiegato secondo me più che capitale d'Italia è stata sede del governo, ma comunque in un momento storico importantissimo in cui il re aveva abbandonato Roma: in questo modo era assicurata la continuità istituzionale». Oltre ai provvedimenti ricordati dalla proposta parlamentare, Carito si è soffermato su altri punti come ad esempio la sottoscrizione di un nuovo armistizio lungo.
Lo storico ha spiegato di guardare comunque con interesse ai risvolti della proposta ed allo stesso tempo ma non solo, rilanciando una sua idea dei mesi scorsi. «In attesa ha aggiunto -che arrivi questa proposta di legge, con esito positivo o meno, la mia richiesta è che si pongano i cartelli nei luoghi che ricordano Brindisi capitale o comunque sede del governo, un provvedimento che avrebbe un costo bassissimo. Siamo noi a dover costruire la memoria, al di là delle questioni sul titolo da dare alla città. E, se arrivasse una commissione parlamentare, sarebbe un segno tangibile che ci teniamo al ricordo di quel periodo».
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Martedì 23 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 09:43