L'attesa più bella, il ritorno alla vita. Pub, ristoranti, boutique: tutti pronti a ricominciare

Mercoledì 13 Maggio 2020 di Vincenzo MAGGIORE

Il risveglio della città di Brindisi nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus, così come quello dell’intera penisola, passa dalla volontà di lasciarsi alle spalle uno dei periodi più difficili della storia. Non ci sono ancora indicazioni ufficiali su come cambierà la situazione a partire dal 18maggio, ma le riaperture differenziate su base territoriale, alla luce dei differenti quadri sanitari epidemiologici, dovrebbero essere scontate. Riapriranno i battenti molte delle attività che sono rimaste chiuse fino ad ora: ristoranti, parrucchieri, estetisti e negozi di abbigliamento, ciascuno con le proprie linee guida per garantire la piena sicurezza di clienti e operatori. La possibilità di un graduale riavvicinamento alla “normalità” non appare più una chimera.
 

 

Tra interrogativi e suggestioni, gli esercenti provano a immaginare come ricominciare. Al di là di tutto, sarà necessario fare i conti anche con la paura di un contagio che non è assolutamente svanita rispetto a duemesi fa. «La speranza è l’ultima a morire – commenta il giovane Davide Mauro, responsabile del pub “Materia – Come a casa” – non possiamo illuderci di nulla, ma abbiamo la responsabilità di inventarci qualcosa per rimettere in moto la macchina. Siamo comunque fiduciosi soprattutto per quanto concerne il rispetto delle normative che saranno stabilite. L’esperienza del Coronavirus ha messo in condizione la gente di ripensare i propri comportamenti, di orientarsi maggiormente verso un vivere civile. Ci aspettiamo collaborazione e propositività da parte della clientela. Da un lato, vogliamo ripartire perché è necessario farlo dopo un lungo stop; dall’altro, perché abbiamo bisogno di ritornare alle nostre abitudini, ad una scelta di vita che è stata letteralmente azzerata. Attendiamo che il quadro normativo diventi chiaro. Se sarà necessario, cambieremo qualcosa anche in termini di orari di apertura pur sapendo che abbiamo sempre fatto del nostro meglio dalle 19 alle 2. Sarebbe una scommessa. Per il momento siamo impegnati nelle pulizie del locale. Un aspetto importante da mettere in evidenza è il rapporto di stima e sostegno reciproco con gli altri colleghi. Fin da subito un gruppo su whatsapp ha raccolto tutti i gestori brindisini per un confronto continuo. Sono convinto che l’entusiasmo non manchi da parte di nessuno».

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«Le prossime settimane saranno determinanti – spiega Francesco Puce del cocktail bar “Spirito – the right one” – d’ora in avanti inizieremo ad incontrarci più spesso con gli altri soci per capire cosa fare e cosa non fare in vista della riapertura. Prevedo che i problemi non mancheranno soprattutto per gestire gli spazi. Trasformare un locale che solitamente dispone di quaranta coperti in un luogo riservato a quindici persone non è un passaggio immediato. Probabilmente si dovrà lavorare anche per mutare le abitudini della clientela esportando modelli più vicini ad altri stati europei in cui le prenotazioni sono obbligatorie anche nei cocktail bar e nelle birrerie. Si tratta di un vero e proprio cambiamento culturale, una novità assoluta non solo per Brindisi, ma per Italia intera. In generale, confidiamo nel buon senso da parte di tutti, anche degli organi che avranno il compito di vigilare sull’operato degli esercenti e della clientela. Le date prospettate per riprendere le attività lasciano intravedere un barlume di speranza. Per chi fa il nostro lavoro, è stato davvero difficile metabolizzare questa sosta forzata».

La pizzeria “La Piazzetta” in piazza Mercato ha ripreso con l’asporto. Il quadro complessivo, però, è un chiaroscuro tutto da decifrare: «Non si può non considerare la paura di sedersi nei locali pubblici – afferma Gina Ciampa – al momento, ci sono ancora molti dubbi, non abbiamo informazioni ufficiali. Forse, sarebbe il caso di attendere ancora un po’ per avere garanzie sulla situazione sanitaria. Solo in questo caso la clientela tornerebbe a fare ciò che ha sempre fatto senza alcun tipo di preoccupazione. In questo periodo siamo impegnati nell’asporto, ma la gente non si sente libera al cento percento di uscire da casa nelle ore serali. In vista della stagione estiva, anche la consueta richiesta di suolo pubblico non è più così scontata in un momento economico difficile. In alcune città, le istituzioni locali cercano di agevolare gli esercizi che non dispongono di spazi all’aperto».

«Stiamo sperimentando una nuova formula di servizio e nuovi prodotti – commenta Giuseppe Manisco del risto-pub Retrogusto – da un paio di giorni abbiamo iniziato a proporre l’asporto e le consegne a domicilio. Purtroppo, non abbiamo un’idea definitiva su quello che sarà l’immediato futuro. Di certo, sfrutteremo solamente lo spazio all’aperto che andrà rivisitato in funzione delle nuove misure». Anche chi opera nel settore dell’abbigliamento dovrebbe tirare un sospiro di sollievo a partire dal prossimo 18 maggio. Le problematiche non mancano, ma l’imminente riapertura regala qualche sorriso a chi ha dovuto rinunciare al proprio lavoro per troppo tempo. «Le operazioni di igienizzazione e di sanificazione degli ambienti sono state portate a termine – racconta Simona De Nunzio di Corso 39 – il tutto è stato gestito da una ditta specializzata che rilascerà la necessaria certificazione. Sono spese che si sommano ad un periodo non facile per nessun commerciante,ma non si può fare diversamente. Attendiamo indicazioni ufficiali. I dubbi sono numerosi. Ad esempio, se i capi provati dai clienti dovranno essere sanificati di volta in volta, i tessuti non subiranno un precoce deterioramento? Inoltre, difficilmente l’assortimento primaverile troverà interesse da parte della clientela.Mascherine, gel e guanti non mancheranno. Siamo comunque felici di ripartire, ma ci auguriamo anche che la comunità brindisina possa dar manforte al commercio locale senza lasciarsi attrarre da altre soluzioni come è spesso avvenuto in passato».

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 12:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA