Giovane scomparso a Barletta: ucciso e il suo cadavere distrutto. Due arresti

Gli abiti indossati dall'assassino ritrovati in una busta nella zona Fiumara. Nell'auto gli occhiali di Michele

Giovane scomparso a Barletta: ucciso e il suo cadavere distrutto. Due arresti
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Martedì 22 Marzo 2022, 08:23 - Ultimo aggiornamento: 23 Marzo, 15:03

Ucciso e il suo cadavere distrutto. Si chiude così il capitolo delle indagini sulla scomparsa del 24enne di Barletta Michele Cilli. Con l'arresto di due presunti assassini. 

Le indagini

Michele Cilli, scomparso nella notte fra il 15 e il 16 gennaio scorsi, sarebbe stato ucciso e il suo cadavere distrutto. È la conclusione alla quale è giunta la magistratura tranese che oggi ha fatto arrestare dalla Polizia i 34enni barlettani Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino. Gli arresti sono stati eseguiti da agenti del commissariato e della squadra mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani. Sarcina è accusato di omicidio volontario e, in concorso con Borraccino, di soppressione di cadavere. 

Rischia un processo per omicidio stradale il 33enne Dario Sarcina, in carcere con l'accusa di aver ucciso e distrutto il cadavere del 24enne Michele Cilli, scomparso a Barletta nella notte fra il 15 e il 16 gennaio. Sarcina - è l'accusa della Procura di Trani - un anno fa, il 30 aprile 2021, avrebbe travolto e ucciso un pedone, il 52enne Cosimo Damiano Lamacchia, per poi caricarlo su un'altra auto con l'aiuto di due complici, due fratelli barlettani di 45 e 35 anni, ora accusati di favoreggiamento, e scaricarlo in fin di vita davanti all'ingresso del pronto soccorso. 

L'udienza preliminare per il rinvio a giudizio inizierà il 2 maggio. Nel procedimento si costituiranno parti civili la moglie e i due figli della vittima, assistiti dallo studio legale 3A. Quando Sarcina fu sentito dai poliziotti, durante le indagini sull'investimento mortale, tentò di depistare gli inquirenti ma poi ammise di essere stato lui a investire il 52enne durante manovre di parcheggio e di aver seguito fino all'ospedale l'auto a bordo della quale era stato caricato il corpo agonizzante di Lamacchia. La conferma della dinamica è arrivata dalle immagini di telecamere di sorveglianza, da dichiarazioni di alcuni testimoni e dai tabulati telefonici.

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La ricostruzione di quella notte fra il 15 e il 16 gennaio

Cilli, che aveva trascorso la serata in un locale con alcuni amici, nel corso della nottata si era allontanato con Sarcina, a bordo della sua auto, una golf nera. Cilli, invece, aveva lasciato la sua auto parcheggiata davanti al locale. I due si conoscevano e, «in passato - ha riferito in conferenza stampa il procuratore di Trani, Renato Nitti - vi erano stati dei dissapori e Sarcina lo aveva minacciato». Sarcina, alla guida dell'auto in compagnia di Cilli - ricostruiscono gli inquirenti -, si è diretto poco lontano, verso la litoranea di Ponente ed è entrato nel garage all'interno di un complesso nel quale resterà per circa mezz'ora. Da quel garage l'auto uscirà con Sarcina alla guida e senza Cilli. Il primo si ferma davanti a una vicina abitazione e poi torna al locale, dove si trovano alcuni suoi amici e la compagna. Subito dopo nel garage si recherà colui che per gli inquirenti è Borraccino, prima correndo a piedi per poi uscire, andare a prendere l'auto a casa, fare una tappa in un distributore di carburante dove riempie una tanica di benzina e torna nel garage.

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La tesi accusatoria è stata ricostruita grazie alle telecamere di sorveglianza, al gps delle auto e ai tabulati telefonici. Le successive indagini sono servite a cristallizzare e trovare riscontri agli elementi acquisiti dal giorno successivo, il 17 gennaio, quando i familiari di Cilli ne hanno denunciato la scomparsa e riferito agli investigatori che si era allontanato con Sarcina.

Quest'ultimo, hanno riferito gli inquirenti, aveva ferite sulle mani, per le quali il giorno successivo si era recato in un ospedale del Foggiano, dove ha subito un intervento chirurgico. Ferite che, secondo l'accusa, avrebbe tentato di giustificare con un falso alibi.

Nei giorni successivi sono successe altre due cose: gli abiti che Borraccino indossava la notte della scomparsa e del delitto, il 21 gennaio sono stati trovati in una busta nella zona della Fiumara, a nord di Barletta; qualche giorno dopo, è stato invece denunciato il furto dell'auto usata da Borraccino la notte fra il 15 e 16 gennaio, auto della quale, seguendo i movimenti, i poliziotti, il 31 gennaio, sono giunti nella frazione agricola di Montaltino, a tre chilometri da Barletta, dove hanno trovato un paio di occhiali che sarebbero proprio quelli portati da Michele Cilli. Borraccino era stato in quel luogo la mattina del 16 gennaio. Oltre al procuratore di Trani, hanno partecipato alla conferenza stampa il questore della Bat, Roberto Pellicone, e gli investigatori.

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