Ucraina, il presidente della Cei Zuppi a Bari per pregare per la pace sulla tomba di San Nicola

Ucraina, il presidente della Cei Zuppi a Bari per pregare per la pace sulla tomba di San Nicola
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Martedì 6 Dicembre 2022, 18:25

«Oggi ho l'onore di annunciarvi che la Chiesa Italiana, nella persona del Cardinale Matteo Zuppi, presidente Cei, sarà a Bari, il 21 dicembre, per elevare una invocazione di pace, presiedendo una veglia di preghiera che si terrà qui, sulla tomba del nostro amato San Nicola. Sarà uno spazio di grazia a cui si uniranno le altre diocesi italiane e diverrà momento forte per elevare la nostra supplica al Signore, per intercessione di San Nicola, il vittorioso». Lo annuncia l'arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, in occasione dell'omelia per le celebrazioni di San Nicola, patrono di Bari.

L'arcivescovo: chiedere il suo potente intervento

«San Nicola - sottolinea Satriano - è ancora oggi per noi e per tutta la cristianità, in particolare per i fratelli d'Oriente, quel ponte tra cielo e terra a cui consegnarsi nei momenti difficili e di grande disperazione». «Dinanzi alla guerra scoppiata tra cristiani nella vicinia Ucraina - rileva l'arcivescovo - noi non possiamo rimanere indifferenti e dobbiamo spendere la nostra vita a favore di una soluzione del conflitto, che tanto dolore sta portando nelle case degli ucraini e dei russi. È per tale ragione che dobbiamo assediare San Nicola e chiedere il suo potente intervento, lui che è caro al cuore delle Chiese che sono in Ucraina e in Russia. È per tale ragione che non dobbiamo indebolire il nostro impegno e pregare incessantemente per tutte le popolazioni afflitte dalla guerra. Invocare la pace è l'atto più rivoluzionario che la storia possa conoscere, poiché richiede il coraggio di disarmare i cuori da ogni forma di orgoglio e ricercare quella fraternità necessaria per costruire una umanità rinnovata».

«Alla luce del Vangelo e della vita di San Nicola - conclude Satriano - non possiamo legittimare la guerra neanche dinanzi a ingiustizie e criminali. La guerra è sempre un tornare indietro e aprire alla barbarie: è la storia che ce lo insegna».

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