Esplosione a Ravanusa, crollano diverse palazzine: 3 morti e 6 dispersi. Salvate due donne: «Voci sotto le macerie»

Il sindaco di Ravanusa: «Chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. È un disastro»

Ravanusa, palazzina crolla dopo un'esplosione: 12 dispersi, anche 3 bambini. Salvato un uomo. «Voci sotto le macerie»
Ravanusa, palazzina crolla dopo un'esplosione: 12 dispersi, anche 3 bambini. Salvato un uomo. «Voci sotto le macerie»
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Domenica 12 Dicembre 2021, 12:41

È sempre più terribile il bilancio dell'esplosione di una palazzina a Ravanusa, in provincia di Agrigento, avvenuta sabato sera intorno alle 20.30. Al momento è di tre morti (due donne e un uomo) e sei dispersi: l'esplosione ha distrutto tre palazzine e ne ha danneggiate altre quattro, con un'onda d'urto di cento metri. Due donne (Giuseppa Montana e Rosa Carmina) nella notte sono state estratte vive dalla macerie della loro abitazione crollata. La deflagrazione, che è stata sentita anche nei paesi vicini, sarebbe stata causata da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. «Il gas si è accumulato o nel sottosuolo o in un ambiente chiuso. A innescare l'esplosione potrebbe essere stata anche l'attivazione dell'ascensore», ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino. «Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi - ha aggiunto - certo è che una esplosione così è un evento eccezionale». Tra le cause della rottura del tubo potrebbe esserci il maltempo o uno smottamento del terreno.

Nella palazzina di quattro piani distrutta dall'esplosione c'erano 9 componenti dello stesso nucleo familiare, due sono stati trovati morto, due al momento si sono salvati: un'anziana di 80 anni, portata all'ospedale di Licata con gravi fratture, e la cognata, che i soccorritori sono riusciti a rintracciare dallo squillo del cellulare e che è stata trasportata ad Agrigento. Ancora dispersi gli altri familiari tra quali una giovane infermiera giunta al termine della gravidanza e il marito. Domani sarebbe dovuta partire per Milano per la laurea del fratello. Straziante il dolore della madre che ripeteva «figlia mia» in attesa di notizie. Si scava ancora per cercare le due persone che al momento dell'esplosione si trovavano nella casa attigua. Un portavoce Italgas, la società che distribuisce il metano, fa sapere che «i tecnici hanno completato le operazioni di isolamento del tratto di rete e messo in sicurezza l'area interessata interrompendo il flusso di gas». La zona dell'esplosione sembra uno scenario di guerra: macerie, vetri rotti, detriti e un acre odore di bruciato ovunque. Sul posto sono arrivate squadre dei vigili del fuoco di Agrigento, Palermo e Catania, la Croce Rossa, la Protezione Civile, polizia e carabinieri.

Le vittime 

Le vittime accertate dell'esplosione di Ravanusa sono Pietro Carmina, Enza Zagarro e Liliana Minacori. Contrariamente a quanto comunicato in un primo momento dalla Protezione Civile, non è stata ancora individuata una quarta vittima. Due donne sono sopravvissute: Rosa Carmina e Giuseppina Montana. Sei ancora i dispersi.

Tragedia a Ravanusa, cosa è successo

Un boato ha squarciato il silenzio del sabato di Ravanusa verso le 20.30. Nel paese agrigentino di oltre 10mila abitanti, a 50 minuti di auto dal capoluogo e a più di due ore da Palermo, la gente è scesa in strada terrorizzata. «Una bomba, una bomba» gridavano. Poi col passaparola e con le chat di whatsapp hanno capito dove fosse avvenuto lo scoppio di un tubo del metanodotto che ha innescato l'esplosione: in via Trilussa dove una palazzina è crollata ma almeno altre due sono state coinvolte e sarebbero state fortemente danneggiate o addirittura crollate. È subito divampato un incendio. Gli allarmi delle auto e di alcune abitazioni hanno cominciato a suonare.

Ravanusa, palazzina crolla dopo un'esplosione

Sono quindi giunti nella zona dell'esplosione con le fiamme alte i carabinieri, i vigili del fuoco le ambulanze. L'energia elettrica è stata tolta in tutta la zona. La zona dell'esplosione, dove si sono recate decine di persone che non riescono a rintracciare i parenti che vivevano negli stabili, sembra un campo di battaglia. Fumo, macerie, gente impaurita che vaga tra la polvere. Calcinacci, pezzi d'infisso, mobili, porte sono stati scagliati a decine di metri dal luogo dell' esplosione. La zona si è riempita con centinaia di persone: «Mamma mia, mamma mia, un disastro» esclamano. 

 

Il sindaco di Ravanusa, Carmelo D'Angelo ha lanciato un appello con un video su Facebook: «C'è stato un disastro chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. Chiunque abbiano pale e ruspe vengano a dare una mano». Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha detto: «Questo è il momento dei soccorsi. Domattina (oggi, ndr), quando interverrà la squadra speciale dei vigili del fuoco da Palermo, interverrà anche la Procura. Al momento abbiamo notizie di dispersi, dobbiamo aspettare e capire». 

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Curcio: nessuno sarà lasciato solo

«Ho avuto mandato dal presidente Draghi di informarlo puntualmente. Nessuno sarà lasciato solo. Dobbiamo fare di tutto per salvare vite e restituite alle famiglie i propri cari», ha detto il capo della protezione civile Fabrizio Curcio in una conferenza stampa a Ravanusa. I soccorsi «sono ancora in atto - ha aggiunto - e dunque è prematura qualsiasi considerazione sulle cause. Ci sono sopralluoghi in corso ma la priorità è trovare i dispersi».

«Il nostro sistema si è mobilitato sin dai primi momenti, che sono quelli più difficili - continua -. Abbiamo centinaia di operatori, professionisti, i cani molecolari, le tecnologie. Stiamo facendo il massimo necessario in questa prima fase. È stato un evento importante con una forte onda d'urto. Le operazioni di soccorso sono ancora in atto per cercare e soccorrere le persone e mettere in sicurezza l'area. Tutta la catena si è mossa per soccorrere la gente e ci siamo accordati per dare risposte».

«Sembra Beirut»

«Sembra Beirut. Le immagini che ci arrivano da Ravanusa con vetri rotti, detriti a terra e macerie, calcinacci scagliati a decine di metri dal luogo dell'esplosione», ha detto ieri sera Salvo Cocina, il capo del dipartimento regionale della Protezione Civile.

I vigili del fuoco: devastazione totale

«C'è una devastazione totale su una superficie molto molto estesa, uno scenario insolito perché generalmente i danni da esplosione da gas sono più contenuti». Così il responsabile della comunicazione dei Vigili del Fuoco Luca Cari descrive lo scenario che si è presentato ai pompieri a Ravanusa dopo l'esplosione che ha devastato diverse palazzine. «I tempi sono ancora compatibili con la possibilità di trovare persone in vita - dice ancora Cari - le speranze ci sono ancora».

Investita un'area di 10mila metri quadrati

Quattro palazzine crollate e tre sventrate, un'area di 10mila metri quadrati investita da una deflagrazione fortissima: così Salvatore Cocina, direttore della protezione Civile regionale, descrive i danni provocati dall'esplosione causata da una fuga di gas che ha già fatto tre vittime certe a Ravanusa. Ancora sei i dispersi, due le donne estratte vive dalle macerie. «Sicuramente c'è stata una fuoriuscita di gas che ha creato una sorta di sacca di metano espansa - ha spiegato - La forza dell'esplosione, forse innescata dall'avvio di un ascensore, potrebbe essere stata potenziata da una stufetta a gas, ma è ancora troppo presto per dirlo».

 

Si indaga per disastro colposo

La procura di Agrigento è competente per l'inchiesta sull'esplosione. Tre squadre di volontari (Procivis, Guardia costiera ausiliaria e Croce rossa) hanno raggiunto Ravanusa per i soccorsi, annuncia il sindaco di Licata, Pino Galanti. Anche il capo del dipartimento regionale della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina, si sta recando a Ravanusa. Cocina ha chiesto alle squadre di soccorritori della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e delle organizzazioni di volontariato di partecipare alle ricerche dei dispersi. La protezione civile regionale dice che le fiamme, sprigionate dopo l'esplosione in via Trilussa a Ravanusa sono state spente ma «sacche di gas della rete cittadina impediscono l'accesso in sicurezza sulle macerie».

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Le operazioni di salvataggio

Uno dei feriti nell'esplosione che ha provocato i crollo di diverse palazzine a Ravanusa è stato estratto dalle macerie e portato via in barella dai soccorritori. «Insieme a mia zia c'erano altri parenti, altri zii che si trovavano in un altro appartamento. Al momento vedo solo lei. Degli altri non abbiamo ancora nessuna notizia». Lo dice il nipote della 80enne salvata dopo l'esplosione di gas che ha fatto crollare diverse palazzine a Ravanusa. 

«Un incendio immane che ha consentito però a qualcuno di riuscire ad uscire dagli appartamenti e a scappare. Abbiamo tanti dispersi, probabilmente 11. C'è però qualche buona notizia: siamo riusciti a sentire delle voci da sotto le macerie e dopo aver chiuso il gas si sta iniziando a scavare fra le macerie per salvare quante più persone possibili». Lo ha detto il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri di Agrigento.

Già da qualche ora sono in azione i cani molecolari. «I carabinieri sono giunti per primi e hanno iniziato i soccorsi urgenti, facendo arrivare le ambulanze. Poi sono arrivati i vigili del fuoco che hanno avviato le attività di spegnimento dell'incendio che ha investito l'intera conduttura del gas cittadino - ricostruisce il colonnello Stingo -. I cani molecolari stanno girando fra le macerie e ci hanno dato la possibilità di trovare qualcuno in vita». Le fughe di gas sono state importanti, ma adesso è stato tutto chiuso. Gli evacuati sono stati ospitati dal Comune in strutture alberghiere.

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