Maxi-multa a Clearview: «Eseguiva monitoraggio biometrico degli italiani». Ecco cosa significa

Vietato l'uso dei dati biometrici e monitoraggio degli italiani

Mercoledì 9 Marzo 2022
Multa milionaria a Clearview: «Eseguiva un monitoraggio biometrico degli italiani»

Clearview Ai ha messo in atto «Un vero e proprio monitoraggio biometrico anche di persone che si trovano nel territorio italiano». Con questa accusa il Garante della Privacy ha imposto una sanzione di 20 milioni di euro alla società americana specializzata in riconoscimento facciale che acquisisce dati sul web. 

Come funziona Clearview, un database con 10 miliardi di volti 

La società dichiara di possedere un database di oltre 10 miliardi di immagini di volti
di persone di tutto il mondo, estratte da fonti web pubbliche tramite web scraping (come siti di informazione, social media e video online). Grazie a questo esteso database, l'azienda offre un servizio per creare, tramite sistemi di intelligenza artificiale, dei veri "profili" basati sui dati biometrici estratti da immagini e arricchiti da altre informazioni (geolocalizzazione, titolo, pagina web di pubblicazione e data). 

 

Tracciamento degli utenti avveniva anche in Italia 

L'istruttoria del garante si è attivata a seguito di reclami e segnalazioni e ha rilevato che il tracciamento riguardava anche cittadini italiani e persone collocate in Italia. Inoltre il trattamento dei dati è risultato illecito e privo di base giuridica e la società ha violato anche alcuni principi base del GDPR. Tra questi gli obblighi di trasparenza, perchè non ha adeguatamente informato gli utenti, quelli di limitazione delle finalità del trattamento (avendo utilizzato i dati degli utenti per scopi diversi rispetto a quelli per i quali erano stati pubblicati online) e di limitazione della conservazione, non avendo stabilito tempi di conservazione dei dati.

 

 

 

La sanzione: 20 milioni di multa e cancellazione dei dati

A motivare la multa a 20 milioni di euro c'è dunque il fatto che l'attività di Clearview Ai «Si pone in violazione delle libertà degli interessati, tra cui la tutela della riservatezza e il diritto a non essere discriminati». L'Autorità ha ordinato alla società di cancellare i dati relativi a persone che si trovano in Italia e ne ha vietato l'ulteriore raccolta e trattamento attraverso il suo sistema di riconoscimento facciale». Infine, per agevolare gli utenti a esercitare i propri diritti la società sarà obbligata a designare un rappresentante nel territorio dell'Unione europea che funga da interlocutore, in aggiunta o sostituzione del titolare del trattamento dei dati con sede negli Stati Uniti.

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