Gestivano un traffico di squillo, 13 arresti
C'è anche un sacerdote: sospeso d'urgenza

Gestivano un traffico di squillo, 13 arresti
C'è anche un sacerdote: sospeso d'urgenza
Gestivano un giro di squillo fatte arrivare in Italia dai Paesi dell'Est Europa per alimentare il redditizio business della prostituzione.
Con questa contestazione gli agenti della Squadra Mobile di Taranto, questa mattina, hanno arrestato tredici persone. L'organizzazione era ramificata nei territori di Taranto e San-Giorgio Jonico e in quelli di Foggia, Melegnano (Milano) e Mornico al Serio (Bergamo). I reati contestati si riferiscono a un periodo compreso tra l'agosto 2017 ed il settembre 2018. Per garantirsi il controllo di almeno una delle ragazze, oppure costringerla a consegnare danaro ed a prostituirsi, ne venivano trattenuti i documenti di riconoscimento, minacciandola pure di spedizioni punitive nel caso non avesse adempiuto. La vicenda ha preso le mosse dagli esiti di un controllo della Questura di Taranto nell'agosto 2017. In quella occasione lungo la Via Alberto Sordi a Taranto, già strada provinciale 105, si è accertato come alcune delle donne si vendevano sotto il controllo di una 30enne rumena, a sua volta prostituta, stabilmente radicata in terra jonica.
Tra gli arrestati c'è anche un sacerdote, che è ai domiciliari. Si tratta di don Saverio Calabrese, 68enne parroco di Monteparano, di origini sicialiane, che è stato subito sospeso dal vescovo. Il sacerdote non risponde del reato associativo, ma di favoreggiamento. Tra gli episodi fotografati dall'indagine, infatti, casi in cui il parrocco avrebbe accompagnato una prostituta.
"In merito alle ultime gravi vicende ascritte a carico del parroco di Monteparano, il sacerdote Saverio Calabrese - si legge nella nota diffusa dall'Arcivescovado - si rende noto che l’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro, ha provveduto immediatamente, in via cautelativa, al decreto di sospensione dell’interessato dal ministero pastorale. Se le autorità competenti lo consentiranno, l’arcivescovo auspica che il provvedimento al quale don Calabrese è stato sottoposto, possa essere trascorso in un luogo diverso dal territorio parrocchiale per ovvie ragioni riconducibili alla serenità e al rispetto per la comunità monteparanese. È ai parrocchiani, infatti, che va il primo pensiero di paterna vicinanza di monsignor Santoro in questa difficile prova. L'arcivescovo assicura che fin da oggi la comunità sarà seguita da un sacerdote incaricato dalla curia. Attendendo le motivazioni non ancora pienamente conosciute circa le misure restrittive nei confronti di don Saverio, per il quale non verrà meno l'interessamento della Diocesi, invita l’intero presbiterio e tutta la comunità diocesana alla preghiera  e alla fiducia nella Chiesa e nelle Istituzioni".

I provvedimenti restrittivi, otto in carcere e cinque agli arresti domiciliari, sono giunti al termine di una lunga attività di indagine portata avanti dagli investigatori della mobile jonica coordinati dal dirigente Carlo Pagano. Le misure cautelari eseguite all'alba di oggi sono state decretate dal gip Paola Incalza su richiesta del pubblico ministero Antonella De Luca.
Per i tredici indagati le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. La retata odierna ha visto impegnati i poliziotti della Questura tarantina in collaborazione con i colleghi delle questure di Lodi e di Vibo Valentia
Lunedì 14 Gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento: 20:54