Taranto dichiara guerra alla plastica «Sarà vietata dal 1° gennaio 2019»

Taranto dichiara guerra alla plastica «Sarà vietata dal 1° gennaio 2019»
Taranto in guerra contro la plastica. Dal primo gennaio del prossimo anno stop a piatti, bicchieri, cannucce e bacchette per il caffè in plastica che saranno eliminati da edifici pubblici e locali commerciali. La rivoluzione plastic free sta per entrare nella fase esecutiva dopo che il 28 ottobre scorso, su indicazione del sindaco Melucci, è stato emesso un provvedimento che prevede di eliminare la plastica usa e getta per dare un contributo alla riduzione di questi rifiuti impattanti per l'ambiente.
Lo ha annunciato l'assessore all'Ambiente del Comune di Taranto Francesca Viggiano, che ha lavorato al provvedimento in vigore da gennaio, intervenendo ieri al convegno La plastica avvelena il clima organizzato dall'associazione medici per l'ambiente Isde Taranto, con la partecipazione dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). «Il Comune di Taranto - sottolinea - è stato uno dei primi in Italia ad anticipare gli effetti della direttiva sull'utilizzo della plastica monouso». Il parlamento europeo, infatti, ha messo al bando la plastica monouso a partire dal 2021. Plastica bandita da Palazzo di Città alle mense scolastiche, dagli edifici scolastici anche non di appartenenza del Comune ai locali dove si somministra cibo. Tra questi in particolare non tutti avrebbero accolto la novità positivamente. «È una scia negativa che vale assolutamente la pena di portarsi dietro».
Ci saranno comunque controlli affinché il provvedimento venga rispettato. Cambia tutto, quindi: anche i distributori di bottiglie d'acqua verranno sostituiti con boccioni di vetro. Il cambiamento delle abitudini diventa parte di un cambiamento culturale che parte proprio dalla scuola, come luogo di studio e sensibilizzazione sul problema plastica che sta assumendo proporzioni molto preoccupanti, con ripercussioni sulla salute, sul clima, sull'inquinamento del mare e degli oceani.
«Bisogna scuotere le coscienze» ammette Mariagrazia Serra, presidente dell'Isde, «e quest'anno portiamo nelle scuole il tema del cambiamento climatico e dell'inquinamento da plastica. È necessario dare delle informazioni scientifiche corrette proprio per orientare i loro atteggiamenti futuri». Protagonisti della giornata di approfondimento erano gli studenti dei licei di Taranto Battaglini e Aristosseno, coinvolti e sollecitati nelle due ore di incontro. Due gruppi hanno relazionato sui contenuti degli interventi degli esperti in materia come Luciana Sinisi dell'Ispra, Michele Carducci dell'Università del Salento (Ordinario di diritto costituzionale comparato) e Maria Filomena Valentino vicepresidente Isde. Anche Cosimo Nume, presidente dell'Ordine dei medici di Taranto, ha parlato ai ragazzi e ai docenti presenti.
Una testimonianza importante è quella portata da Giuseppe Internò, referente del progetto Plasticaqquà Taranto che promuove giornate di raccolta volontaria di rifiuti dei mari di Taranto. C'è un dato nella relazione degli studenti del Battaglini che riportano prima di altri: tra il 2030 e il 2050 ci saranno circa 250 mila morti in più all'anno (+3%), secondo l'Oms, proprio per gli effetti dell'inquinamento. Produrre la plastica contribuisce all'inquinamento del pianeta, prima ancora che diventi rifiuto.
L'80% dei rifiuti in mare è fatto di plastica, che poi ritorna nella catena alimentare a danno della salute umana. I dati Ispra riportati dagli studenti dicono che su 611 tartarughe (187 vive e 424 morte rinvenute sulla spiaggia) il 53% degli esemplari aveva ingerito plastica. Gli stessi pesci che finiscono sulle tavole hanno ingerito microplastiche. Se abbandonata, inoltre, la plastica che si degrada produce gas serra come «etilene» e «metano» ricordano, due composti che contribuiscono ad innalzare la temperatura del pianeta. Il riciclaggio di 1 milione di tonnellate di plastica è uguale a 1 milione di automobili in meno.
Infine ciò che ha maggiormente colpito gli studenti sono i tempi di degradazione in mare di materiali di uso comune, perché anche a Taranto ne sono stati raccolti sacchi su sacchi lungo la costa. Un fazzoletto di carta e una sigaretta senza filtro impiegano 3 mesi per degradarsi, il filtro di sigaretta 2 anni, il chewing gum 5 anni. Sacchetti e bottiglie di plastica impiegano addirittura dai cento ai mille anni.
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Mercoledì 28 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 08:35