Covid, l'Oms: «Il virus è in crescita. In Europa più morti in Europa rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso»

Covid, Oms: «Il virus è in crescita. Più morti in Europa rispetto all'anno scorso.»
Covid, Oms: «Il virus è in crescita. Più morti in Europa rispetto all'anno scorso.»
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Giovedì 18 Marzo 2021, 12:45 - Ultimo aggiornamento: 13:20

Il Covid non accenna a fermarsi in Europa. Nelle ultime tre settimane, a partire da inizio marzo, c'è stata una crescita continua e si sta «spostando verso Est». Inoltre «la variante inglese è predominante» e «il numero di persone che muoiono a causa del Covid-19 in Europa è più alto ora rispetto allo scorso anno in questo periodo». Ma, nel frattempo, «il 3% della popolazione in 45 Paesi in Europa ha ricevuto un ciclo completa di vaccinazione». Questo è quanto ha sottolineato il direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, durante il consueto punto stampa su Covid-19 nell'area.

Virus in crescita

Nella regione Europea «l'incidenza dei casi» di Covid-19 «continua la sua tendenza all'aumento e si sta spostando verso Est», sottolinea il direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, durante il consueto punto stampa su Covid-19 nell'area. Che poi prosegue: «Abbiamo avuto tre settimane consecutive di crescita, con oltre 1,2 milioni di nuovi casi segnalati la scorsa settimana in tutta la regione europea. La scorsa settimana, i decessi nella regione hanno superato i 900mila. Ogni settimana, più di 20mila persone in tutta la regione perdono la vita a causa del virus. Il numero di persone che muoiono di Covid in Europa è più alto ora rispetto allo scorso anno in questo stesso periodo, poiché riflette la circolazione diffusa di questo virus». Quindi «il pericolo, tuttavia, è ancora chiaro e presente».

La variante inglese è la più diffusa

«Circa 48 su 53 Paesi o territori europei hanno segnalato la variante di preoccupazione B.1.1.7», la variante inglese, «che sta gradualmente diventando predominante nella nostra regione». Lo ha segnalato Hans Kluge, direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa, durante il consueto punto stampa su Covid-19 nell'area.

Più morti in Europa

«Il numero di persone che muoiono a causa del Covid-19 in Europa è più alto ora rispetto allo scorso anno in questo periodo, il che riflette la vasta diffusione del virus». lo ha detto il direttore dell' Oms Europa, Hansk Kluge, nel consueto punto sul coronavirus. «La scorsa settimana, i nuovi decessi nella regione hanno superato i 900.000. Ogni settimana, più di 20.000 persone in Europa perdono la vita a causa del virus», ha aggiunto.

Nell'UE vaccinato il 3% della popolazione

«Ad oggi (ndr, 18 marzo), un totale di 46 Paesi nella regione» europea «hanno somministrato più di 107 milioni di dosi di vaccino. Il 3% della popolazione in 45 Paesi ha ricevuto un ciclo completa di vaccinazione e i dati di 23 Paesi indicano che il 51% degli operatori sanitari ha ricevuto almeno una dose». È il quadro tracciato da Hans Kluge, direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa. Kluge prosegue poi sottolineando che «dobbiamo ancora vedere l'impatto diffuso sulla salute e i benefici dei vaccini, che posso anche assicurarvi, arriveranno. Ma per ora, dobbiamo rimanere fermi nella nostra applicazione dell'intera gamma di strumenti per rispondere a Covid-19».

Pur nel contesto di una variante di Sars-CoV-2 a più rapida diffusione, la variante inglese, «diversi paesi – come Danimarca, Irlanda, Portogallo, Spagna e Regno Unito – hanno rapidamente ridotto la trasmissione a livelli bassi, con misure sociali e sanitarie». Altra nota positiva, ha aggiunto, è che «il divario nell'accesso al vaccino nella nostra regione si sta riducendo, ma la disuguaglianza persiste» se consideriamo che «tutti i Paesi ad alto reddito hanno lanciato la vaccinazione, e invece solo il 60% dei Paesi a reddito medio e basso lo ha fatto». Cinque paesi nella regione hanno comunque «ricevuto vaccini dalla struttura Covax: un accesso equo al vaccino, il concetto generale su cui poggia l'iniziativa Covax, si sta concretizzando nella realtà».

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