«Scuola, se lo Stato non ha i soldi, gli insegnanti li assumiamo noi»: lettera della Regione al Governo

Lunedì 22 Giugno 2020 di Maddalena MONGIò

La Regione Puglia pronta ad assumere a tempo determinato per garantire il distanziamento sociale nelle scuole, ma serve l'autorizzazione da Roma. A proporre la soluzione l'assessore all'Istruzione, alla Formazione, al Lavoro, Sebastiano Leo, con una lettera aperta indirizzata ai ministri Lucia Azzolina e Roberto Gualtieri, rispettivamente titolari dell'Istruzione e dell'Economia.

Parte dalle doglianze, Leo, per ricordare «agli onorevoli ministri che le scuole pugliesi del primo ciclo di istruzione, solo in minima parte possono offrire il tempo pieno; le classi, di tutti gli ordini di istruzione, presentano un rapporto alto alunni-insegnante; l'organico Ata non è sufficiente a coprire tutte le necessità della comunità scolastica. In questa situazione, già di per sé difficile, è intervenuto il virus che impone norme di distanziamento sociale incompatibili con la composizione attuale delle classi». Questo il punto.

Aule affollate e distanza precauzionale mal si conciliano e da qui si snoda il ragionamento dell'assessore all'Istruzione che ritiene essenziale la ripresa in presenza delle lezioni. «Riteniamo fondamentale la ripresa del nuovo anno scolastico con la lezione in presenza scrive Leo in quanto la formazione a distanza limita la possibilità di apprendimento, ma soprattutto mortifica la relazione umana docente-alunno fondamentale per lo sviluppo del clima di fiducia, stimolo, motivazione, utile all'evoluzione dell'allievo. Detto questo rimane il come attuare questa ripresa». E già.

Una ripresa ancora nebulosa e nelle ultime ore Azzolina ha tirato fuori un altro coniglio dal cilindro affermando che le classi pollaio devono essere superate utilizzando i fondi europei del recovery fund, ma occorre tempo. Rimane, quindi, aperto il tema della riapertura a settembre. Nel sottolineare come ormai i tempi siano stretti, Leo anticipa ai ministri che già in IX Commissione (organo di rappresentanza della Conferenza delle Regioni e Province autonome per Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca) la Puglia ha rappresentato le sue proposte che sono state condivise da tutti gli assessori al ramo delle Regioni. In più si tratta di «proposte che in Puglia trovano sostegno e condivisione da parte di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals, Gilda».

Cosa chiede la Puglia? «Limitatamente all'anno scolastico 2020/2021, in ragione dell'emergenza Covid-19, è indispensabile assicurare continuità alla dirigenza garantendo un dirigente di ruolo anche nelle scuole che dovrebbero andare in reggenza. In Puglia ci sono 36 scuole in questa condizione. Concorderete, signori ministri, che è impensabile ritenere di procedere alla perdita della dirigenza peraltro a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico quando è necessaria la presenza di chi quelle realtà le conosce e può agire con la giusta rapidità nella riorganizzazione». Quindi? «In ragione di ciò occorre confermare il numero di dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato ed il numero di assegnazioni di posti di direttore dei servizi generali ed amministrativi (Dsga) per le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, dell'anno scolastico 2019/2020, anche in deroga al numero minimo di alunni previsto».

Poi c'è il tema relativo al personale docente e Ata per il quale la Puglia si dice pronta a fare la sua parte: «È scontato che le lezioni in presenza saranno accompagnate dal frazionamento delle classi, in difetto del quale non può essere garantita la distanza di un metro tra gli alunni. Dovendo procedere in questa direzione chiediamo, limitatamente all'anno scolastico 2020/2021, la previsione di un organico aggiuntivo da utilizzare in quelle situazioni in cui le aule non riescono a garantire un numero di alunni adeguato ai parametri di sicurezza». A questo riguardo la Regione chiede l'autorizzazione a finanziare assunzioni a tempo determinato, laddove il Miur non possa procedere a ulteriori reclutamenti per vincoli di spesa.
E non solo. «Non trascurabile e ulteriormente affidata a procedure concorsuali diventa, altresì, una stabilizzazione emergenziale dei precari con almeno tre anni di servizio, senza sottoporli a ulteriori prove, se vogliamo dare stabilità immediata al sistema scolastico, sia per il personale docente e sia per il personale Ata e facente funzione». Con questo richiamo si chiudono le richieste della Regione.

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