Puglia verso l'arancione. Pronto il nuovo Dpcm: le regioni restano chiuse

Venerdì 15 Gennaio 2021

Oltre mezza Italia in zona arancione, e tra le regioni in fascia intermedia c'è anche la Puglia. Non c'è ancora l'ufficialità, l'ultima parola spetta al report settimanale dell'Iss che, come tutti i venerdì, sarà diffuso oggi. Ma il peggioramento generale della situazione contagi in tutto il Paese - così come d'altra parte anche in Puglia - non sembra poter concedere spiragli a quella zona gialla che ha caratterizzato i giorni feriali di questa settimana.
Il nuovo colore per la Puglia scatterebbe da domenica, confermando così l'anomalia del weekend: zona gialla domani ma zona arancione domenica. Praticamente, due tipologie di norme diverse nell'arco di uno stesso fine settimana. I bar e i ristoranti, giusto per fare un esempio, potrebbero garantire il servizio ai tavoli domani, ma non domenica.


Le ultime modifiche al Dpcm sono state illustrate ieri dal governo nella riunione con le Regioni, i Comuni e le province, precedute da una premessa del ministro della Salute Roberto Speranza: «La situazione non può essere sottovalutata - ha detto il ministro - , lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata del virus».
Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5 (in questa fascia oraria ci si potrà spostare solo per motivi di lavoro, salute o stretta necessità, e in ogni caso sarà necessario compilare l'autocertificazione), l'inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio alto si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.
Secondo i dati che la cabina di regia analizzerà nelle prossime ore, dovrebbero restare gialle solo sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d'Aosta. Lombardia e Sicilia dovrebbero finire in zona rossa. Tutte le altre, Puglia compresa appunto (fino a sette giorni fa aveva infatti un indice Rt pari a 1), dovrebbero passare in zona arancione.
Lo stato d'emergenza è stato prolungato fino alla fine di marzo, anche se il Comitato tecnico-scientifico avrebbe preferito prolungarla fino alla fine di luglio.
Nel nuovo Dpcm ci sono anche importanti modifiche: il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo. Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 chilometri e mai verso i capoluoghi di provincia. Le seconde case saranno raggiungibili solo entro i confini comunali in zona arancione o rossa ed entro quelli regionali in zona gialla.
Sul divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18, fortemente criticato dalle Regioni («Non porterebbe vantaggi significativi sul piano della prevenzione sanitaria e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori, in particolare ai danni di categorie già fortemente colpite dalle restrizioni in queste settimane», hanno spiegato i governatori), l'esecutivo ha invece aperto, mantenendo la norma per evitare casi di movida. Palazzo Chigi e il Mise sono al lavoro per «limitare al massimo i divieti» alle sole bevande e alcolici. Con la zona arancione restano aperti i negozi, ma nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si potranno svolgere, ma ovviamente sempre nel rispetto dei protocolli.
Chiuse anche palestre e piscine - anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle - così come cinema e teatri. È confermata, invece, l'apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. «È un servizio ai residenti - ha sottolineato il ministro Dario Franceschini - è un primo passo, un segnale di riapertura» per il futuro. Non l'unico. Con il decreto viene infatti introdotta la zona bianca, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l'uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci - tre settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso - fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarvisi.
M.Iai.
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Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA