Desertificazione e siccità, l'allarme di Coldiretti: «Il 57% della superficie a rischio»

Desertificazione e siccità, l'allarme di Coldiretti: «Il 57% della superficie a rischio»
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Venerdì 17 Giugno 2022, 12:12 - Ultimo aggiornamento: 14:57

Si celebra oggi, venerdì 17 giugno, la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e la siccità. «In Puglia le aree a rischio desertificazione rappresentano il 57% della superficie utilizzabile e il conto pagato dall'agricoltura soggetta ai cambiamenti climatici e alla siccità è salato, pari ad oltre 70 milioni di euro». È quanto emerge da una analisi della Coldiretti Puglia per il territorio regionale, in occasione della giornata mondiale dell'Onu per la lotta a desertificazione e siccità del 17 giugno, sulla base dei dati Ispra.

L'analisi di Coldiretti

«Negli invasi artificiali mancano 80 milioni di metri cubi d'acqua rispetto alla capacità», secondo i dati forniti dell'osservatorio Anbi nazionale. «Alcuni pozzi artesiani sono franati - aggiunge Coldiretti Puglia - mentre altri pozzi a falda superficiale, stanno scomparendo, si stanno prosciugando». Per risparmiare l'acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto da Coldiretti e Anbi un progetto si legge in una nota «immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presente».

«Il progetto - viene precisato - è quello di realizzare laghetti, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l'acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all'industria e all'agricoltura, con una ricaduta importante sull'ambiente e sull'occupazione». «La siccità, che distrugge le coltivazioni e favorisce i roghi, è diventata la calamità più rilevante per l'agricoltura in Puglia che convive con un vero e proprio paradosso idrico, dilaniata da drammatici fenomeni siccitosi con danni stimati di oltre 70 milioni di euro all'anno e al contempo è colpita - conclude Coldiretti Puglia - da alluvioni e piogge torrenziali che provocano allagamenti ma non riescono a sopperire alla grave carenza di acqua».

Sono circa 200 i Paesi e 1 miliardo le persone interessate dal processo di desertificazione nel mondo. Tra gli stati più colpiti ci sono Cina, India, Pakistan e diverse Nazioni di Africa, America Latina, Medio-Oriente, ma anche paesi dell'Europa mediterranea, come Portogallo, Spagna, Grecia, Cipro, Malta e Italia. Lo rende noto l'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) in occasione della Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità. L'Anbi ha anche diffuso un'analisi sulla risorsa idrica in Italia. Circa il 70% della superficie della Sicilia presenta un grado medio-alto di vulnerabilità ambientale. Seguono Molise (58%), Puglia (57%), Basilicata (55%). Sei regioni (Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania) presentano una percentuale di territorio a rischio desertificazione, compresa fra il 30% e il 50%, mentre altre 7 (Calabria, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Veneto e Piemonte) sono fra il 10% ed il 25%. In Spagna, la desertificazione interessa il 72% del territorio, in particolare nel Sud del Paese, dove viene praticata un'agricoltura intensiva estrema, con un grande uso dell'acqua di falda. In Grecia si stima che, entro la fine del secolo, almeno il 70% del territorio diventerà arido. L'ONU stima che nel mondo sia già compromessa una superficie tra 1 e 6 miliardi di ettari e che, nel prossimo futuro, circa 200 milioni di persone saranno costrette a lasciare le proprie terre. Tra le cause principali della desertificazione vi è l'estremizzazione dei fenomeni climatici e conseguentemente l'aridità provocata da fenomeni siccitosi prolungati, ma anche da precipitazioni brevi e violente, che non ristorano, ma erodono il primo strato più fertile di suolo sui terreni assetati. Colpevole del degrado dei suoli è anche l'abbandono delle aree coltivate. 

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