Hiv dimenticato, ma non scomparso: in Puglia è in calo, ma aumentano i contagi a Lecce e a Taranto

Martedì 1 Dicembre 2020

Nel 2019 sono 162 le nuove diagnosi di Hiv/Aids notificate al Sistema di sorveglianza regionale della Puglia, in leggero calo rispetto agli anni precedenti e con un tasso di incidenza di 3,9 casi ogni 100mila abitanti. È quanto emerge dal report Hiv 2020 elaborato dal sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi/infezioni da Hiv coordinato dalla professoressa Maria Chironna: «Nonostante il Covid19 - commenta la professoressa - i dati sono stati puntualmente forniti e rivelano che anche in Puglia, come in Italia, si osserva una riduzione delle nuove diagnosi e ciò grazie alle terapie altamente efficaci che azzerano la carica virale nei soggetti infetti. Questi soggetti, se effettuano la terapia, non sono più in grado di contagiare altre persone. L'infezione si trasmette quasi esclusivamente per via sessuale e riguarda soprattutto maschi al di sotto dei 30 anni. Rilevante la quota di maschi che contrae l'infezione attraverso rapporti sessuali con altri maschi (MSM). Rimane ancora, purtroppo, alta la percentuale di persone che scopre tardi di aver contratto l'infezione e che non accede tempestivamente alle terapie continuando ad alimentare la circolazione del virus. E' fondamentale continuare a promuovere una capillare e corretta informazione sull'Hiv».

Tra il 2007 e il 2019 sono state segnalate complessivamente 2164 nuove infezioni, con una media di 167 casi all'anno; la lieve riduzione di casi ha riguardato tutte le province, tranne Lecce e Taranto che hanno mostrato, al contrario, un aumento. L'incidenza più alta è stata riscontrata nella fascia d'età 25-29anni (10,7 casi per 100.000 abitanti); negli uomini l'incidenza è risultata quasi sei volte maggiore rispetto alle donne. Infine, nel 2019, quasi l'85% dei casi ha contratto l'infezione attraverso la via sessuale.
 

Ultimo aggiornamento: 21:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA