Elezioni 2022 e ballottaggi/ Il centrodestra esulta, ma Emiliano non ci sta: «Comuni pugliesi della coalizione raddoppiati»

Elezioni 2022 e ballottaggi/ Il centrodestra esulta, ma Emiliano non ci sta: «Comuni pugliesi della coalizione raddoppiati»
di Alessandra LUPO
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Martedì 28 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 13:57

Nonostante il Pd festeggi in gran parte delle piazze italiane, il risultato in controtendenza della Puglia ai ballottaggi scopre a sinistra la fragile ossatura del “campo largo”, messo a dura prova dall’effetto civismo ma anche dal momento di debolezza strutturale del M5S. Per tanti il risultato delle urne di domenica scorsa fotografa la sconfitta del modello trasversale di Michele Emiliano che a Barletta ha certamente pagato il prezzo più alto delle divisioni, reggendo invece in altri comuni, come Castellaneta, dove Emiliano fa centro e aiuta il candidato a ribaltare il risultato del primo turno battendo il centrodestra unito.

«La coalizione che oggi guida la Puglia, prima del voto governava in 20 comuni su 50, oggi siamo saliti a 40 su 50 - commenta Michele Emiliano -. Nei comuni sotto i 15 mila abitanti si passa da 12 comuni a 26, nei comuni sopra i 15mila abitanti passiamo da 8 a 14 Comuni governati. Un risultato importante che viviamo oggi con spirito di squadra e grande senso di responsabilità».

Il caso Galatina

Ma che il modello trasversale presenti anche un’altra faccia della medaglia lo dimostra Galatina, dove il civismo rovesciato in chiave Mellone assicura la vittoria a Fabio Vergine. Qui a fare le spese della coalizione arcobaleno sono stati dapprima la candidata del Pd Sandra Antonica, sconfitta al primo turno. E poi il sindaco uscente Amante, che pure aveva accettato un difficile apparentamento, superato e battuto dal candidato di Lega, Movimento Regione Salento, il sindaco di destra Pippi Mellone e scampoli dei dem come il consigliere regionale Donato Metallo, tutti insieme sul palco della vittoria.

Dalla Lega, il senatore Roberto Marti esulta: «Barletta, Castellana Grotte, Galatina, Molfetta. Abbiamo vinto portando al governo di queste città i nostri uomini e le nostre donne, con loro hanno vinto programmi elettorali credibili e pragmatici». È il commento del segretario della Lega Puglia. «Fabio Vergine a Galatina - prosegue - ha strappato la vittoria al sindaco uscente, con una impresa storica. A Barletta, Mino Cannito ha staccato la sua avversaria di 20 punti con la Lega in maggioranza. A Castellana Grotte ha vinto il nostro Domi Ciliberti. E poi a Molfetta, dove si riconferma Tommaso Minervini. È un risultato di cui vado fiero - conclude Marti - anche perché arriva in un momento complicato per il centrodestra».

La disfida di Barletta

Forza Italia e Pd intanto bisticciano su Barletta: «Ha vinto Mino Cannito, abbiamo vinto noi e ha perso Emiliano», dice il commissario regionale azzurro Mauro D’Attis. Ma il segretario del Pd, Marco Lacarra ribatte: «Lasciano perplessi le parole del commissario di Forza Italia D’Attis. Pur comprendendo l’imbarazzo e le difficoltà del centrodestra per il brusco calo di consensi e la sconfitta in moltissimi comuni della nostra regione, sfugge ad ogni logica il tentativo di far passare la vittoria di Cannito come la ciliegina sulla torta di un successo a tutto tondo nelle amministrative». Ma sempre su Barletta anche il coordinatore di Fdi Marcello Gemmato parla di «capovolgimento della roccaforte di un sistema politico malato e viziato di centrosinistra, fatto di distribuzione di incarichi e prebende», scrive il parlamentare. Quello che è certo è che nella città della disfida, il centrosinistra non è riuscito a fare squadra e farne le spese sono stati anche i potenziali alleati di SI e M5s.

«Quello pugliese è stato un risultato di luci e ombre - commenta il segretario regionale di Sinistra Italiana Nico Bavaro -: luci a Polignano a Mare con la vittoria di Vito Carrieri. Ma ci sono molte ombra a Giovinazzo, Molfetta e Barletta dove gli errori sono stati compiuti al primo turno e dove la geografia delle coalizioni è stata confusa e problematica». E si leccano le ferite anche i 5S, pronti ad archiviare le ultime amministrative celebrate nel bel mezzo della riorganizzazione interna: «Sicuramente il lavoro di Barulli a Mottola è stato premiato dai cittadini - commenta il neo coordinatore regionale Leonardo Donno -. Laddove eravamo presenti il risultato ci ha soddisfatti, nonostante l’amarezza per il risultato a Polignano su cui potrebbe aver inciso la fuoriuscita dei due parlamentari. Quest’anno - conclude Donno - non c’è stata la possibilità di gestire le amministrative in maniera sistemica ma in tanti si stanno avvicinando con entusiasmo al nuovo corso del M5s che ora si darà una nuova organizzazione».

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