Covid, 40 i decessi in Puglia (dall'inizio 3.992). Oltre quota mille i nuovi casi, scende il tasso di positività. Terapie intensive: è soglia critica

Martedì 2 Marzo 2021

Dopo il rallentamento del fine settimana, il bollettino di oggi segnala ancora una volta un numero di nuovi casi di positività al Covid superiore ai mille (per la precisione, 1.021). Considerato il numero di test effettuati (9.322), il tasso di positività segna tuttavia un deciso rallentamento, scendendo a 10,95%, dopo che negli ultimi giorni si era mantenuta sopra il 13%. Ma il dato di giornata è negativo ed è nel numero dei decessi registrati: 40.

Nel dettaglio, i nuovi casi - in base a quanto diramato dal dipartimento di Promozione della Salute della Regione Puglia - sono così distribuiti: 410 in provincia di Bari, 134 in provincia di Brindisi, 105 nella provincia BAT, 137 in provincia di Foggia, 105  in provincia di Lecce, 123 in provincia di Taranto, 4 residenti fuori regione, 3 casi di provincia di residenza non nota. Come si vede, oltre cento i nuovi casi in ciascuna delle province pugliesi, ancora una volta con la maggiore incidenza a Bari, seguita da Foggia (qui il bollettino completo). 

Quanto alle vittime registrate nel bollettino, questa l'attribuzione territoriale: 11 in provincia di Bari, 10 in provincia BAT, 1 in provincia di Brindisi, 12 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 4 in provincia di Taranto, 1 residente fuori regione. Nel totale, dall'inizio della pandemia le vittime sono 3.992.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 1.571.274 test. 111.599 sono i pazienti guariti (+832 rispetto a ieri). 33.111 sono i casi attualmente positivi (+149 sul giorno precedente, ancora una volta in aumento).

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 148.702, così suddivisi:

  • 57.057 nella Provincia di Bari;
  • 15.761 nella Provincia di Bat;
  • 10.989 nella Provincia di Brindisi;
  • 29.750 nella Provincia di Foggia;
  • 12.629 nella Provincia di Lecce;
  • 21.749 nella Provincia di Taranto;
  • 588  attribuiti a residenti fuori regione;
  • 179  provincia di residenza non nota.

L'OCCUPAZIONE DELLE TERAPIE INTENSIVE: PREOCCUPANO 9 AREE
Terapie intensive sotto pressione in 9 Regioni e Province autonome, dove la percentuale dei pazienti ricoverati in rianimazione supera o è sulla soglia critica, fissata al 30% dal ministero della Salute, per l'occupazione dei posti letto da parte di pazienti con Covid-19. Le Regioni più in emergenza - secondo i dati dell'Agenzia per i servizi sanitari (Agenas) aggiornati a ieri sera - sono l'Umbria con il 56%, da tempo attestata su percentuali altissime, il Molise al 49% e la Provincia autonoma di Trento (47%). Seguono: Abruzzo (40%), Friuli Venezia Giulia (35%), Marche (32%), Emilia Romagna (31%), Lombardia (31%), Provincia autonoma di Bolzano (31%) e la Toscana che si posiziona proprio sul 30%. Appena sotto soglia Puglia (29%) e Piemonte (28%). Le percentuali migliori si registrano in Sardegna e Basilicata (9%), Val d'Aosta (10%) e Veneto (11%). A livello nazionale, invece, la media di occupazione delle terapie intensive è da tre giorni al 25%, salita di un punto dal 27 febbraio. Per quanto riguarda l'occupazione dei pazienti Covid nei reparti di area non critica, cioè malattie infettive, pneumologia e medicina generale, la percentuale media nazionale è del 30%, dunque sotto la soglia critica fissata, questa, al 40%. Le Regioni che la superano sono: Umbria (52%), Marche (49%), Molise (44%), Abruzzo (43%), Provincia autonoma di Bolzano che si attesta proprio sul 40%.

Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA