Si chiama “Accasa”, la nuova piattaforma di teleassistenza clinica della Regione Puglia

Mercoledì 22 Aprile 2020

Si chiama #accasa, la nuova app per il monitoraggio del virus a domicilio. L'innovazione parte dalla Regione Puglia che sperimenta la prima soluzione di monitoraggio “a casa” dei pazienti costretti alla quarantena per il Covid-19 grazie alla piattaforma di teleassistenza clinica H-Casa, hashtag #accasa.

 L'assistenza agisce su due livelli di assistenza e su target differenti: 
-       una web app a uso del cittadino, per procedere ad una prima auto-diagnosi informativa mediante questionario, stabilendo un contatto con il medico di famiglia che, se opportuno, lo ricontatterà per eseguire un pre-triage telefonico;

-       un portale web per gli operatori sanitari che consente di analizzare e categorizzare le informazioni fornite dai cittadini in sede di pre-triage per il monitoraggio della sintomatologia, di programmare eventuali interventi domiciliari di supporto specializzato (es. tampone, farmaci e ausili) e, conseguentemente, di attivare il teleconsulto (audio e/o video) e telemonitoraggio;

-       dispositivi di diagnostica-strumentale per la trasmissione di dati clinici dal domicilio del paziente in piattaforma.
La prima funzionalità - la web app - era stata già attivata da Regione Puglia sin dall’inizio dell’emergenza con il modulo online di autosegnalazione tramite sistema informativo sanitario Edotto.
La seconda - il portale web per gli operatori - oltre a consentire un controllo continuo della malattia presso il domicilio dei pazienti con l’ausilio del teleconsulto e di dispositivi medicali di misurazione (es. saturimetri, ecg, pulsossimetri), permette anche la discussione collegiale tra professionisti sullo specifico caso e la pronta ridestinazione del paziente su strutture sanitarie Covid.

«Questo sistema nato per l’emergenza -  commenta il presidente della Regione Michele Emiliano - ci consentirà di essere più vicini ai pugliesi grazie all’innovazione tecnologica e potrà essere utilizzato in futuro anche per le patologie Non-Covid. A testarlo per la prima settimana saranno i cittadini più fragili, malati rari e pazienti oncologici».
«L’avvio del monitoraggio a casa – spiega il direttore Dipartimento Politiche per la Salute Vito Montanaro - consentirà il miglioramento dell’assistenza ai pazienti CoVid domiciliati, oltre che ai malati rari. Si aggiunge un altro importante tassello al modello organizzativo al quale puntiamo da tempo che prevede l’assistenza in telemonitoraggio nell’ambito di un progetto che vedrà lavorare in modo sinergico ed evoluto il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta ed il farmacista, tutti con l’obiettivo di assistere in modo agevole e tempestivo il paziente a casa». 

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