Processo Escort, Berlusconi al telefono con Tarantini: "Io con le minorenni? Roba da matti". E a Belen: "Ti aspetto a cena da me"

Tarantini e Berlusconi
Tarantini e Berlusconi
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Giovedì 5 Marzo 2015, 17:57 - Ultimo aggiornamento: 20:56
MILANO - Spunta una nuova intercettazione telefonica tra Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini. La trascrizione, centinaia di file e di pagine di conversazioni, è stata depositata oggi dal perito nominato dal Tribunale di Bari ed è ora agli atti del processo in corso per favoreggiamento della prostituzione in cui Gianpaolo Tarantini è imputato insieme con altre sei persone, tra le quali la tedesca Sabina Beganovic, la cosiddetta 'ape regina' delle feste di Berlusconi.



«Queste due bufale (incomprensibile) messe in giro veramente è una cosa pazzesca.., vedo su tutte le agenzie internazionali sono accusato di frequentare delle ragazze minori, roba da matti». E continua: «Non c'è una velina nelle mie liste...i prototipi a cui (incomprensibile) si chiamano Carfagna, si chiamano Gelmini.., si chiamano Prestigiacomo, si chiamano Ravezzo.., si chiamano Bergamini.., si chiamano coso.., tutte le mie parlamentari sono le migliori della Camera.., 98.8% di presenza al voto..; cioè».



Silvio Berlusconi parla al telefono con Gianpaolo Tarantini e commenta le notizie di stampa degli ultimi giorni che lo riguardano. È il 3 maggio 2009. Il telefono di Tarantini è intercettato nell'ambito dell'indagine della Procura di Bari sulle escort portate a casa dell'ex premier. «Dicono - aggiunge il Cav - che per rinnovare la classe politica dobbiamo mettere delle donne, e quando uno fa un timido accenno a mettere delle donne, 3 donne.., su 72 deputati.., eh.., 3..; poi le altre fanno schifo perché si chiamano.., sono come la Rosy Bindi.., no?».



"Solo il Papa come me" Bush «mi ha detto che ha ricevuto solo il Papa come me». Silvio Berlusconi racconta a Gianpaolo Tarantini l'incontro con il presidente degli Stati Uniti di alcuni giorni prima. È il 14 ottobre 2008. Nella telefonata intercettata dagli investigatori baresi nell'ambito dell'inchiesta escort, l'ex premier confida all'imprenditore barese le strategie del governo per superare la crisi finanziaria. «Hanno preso tutti la nostra decisione», dice Berlusconi, «anche loro adesso prendono le banche, non fanno fallire le banche, e salvano così i soldi dei risparmiatori, se no è un disastro», e spiega ancora che «questa cosa io l'ho indicata 15 giorni fa, l'ho fatta prima di tutti».



Tarantini gli riferisce allora il commento di un politico pugliese: «Se ci fosse stato Prodi a quest'ora eravamo tutti nella merda». La risposta di Berlusconi è un «eh» seguito da una parola incomprensibile. «Comunque - spiega Berlusconi - noi abbiamo individuato le cose giuste.., abbiamo portato.., noi abbiamo fatto così, subito.., adesso abbiamo portato tutti i Paesi europei a fare la stessa cosa.., e infine, stamattina, oggi, Bush, su, appunto, nostra indicazione, una settimana fa, con Tremonti che è stato là», «nazionalizzano 9 banche, e così garantiscono la banca, e nessuna banca può fallire.., e quindi il sistema diciamo delle banche continua a fare il suo mestiere.. di (incomprensibile) l'economia, gli investimenti.., e lasciamo che la febbre finanziaria resti nel luogo della follia che sono le Borse».



È la sera del 4 novembre 2008. Silvio Berlusconi sta per rientrare nella sua residenza romana. Riceve una telefonata dal numero di Gianpaolo Tarantini, all'epoca intercettato dalla magistratura barese. Dall'altra parte della cornetta, però, c'è una donna. DONNA: «Pronto.., presidente?» BERLUSCONI: «Gianpaolo?» D: «sono Barbara, non sono Gianpaolo.., presidente.., noi la stiamo aspettando..». B: «.. e dove siete?» D: «noi stiamo già a tavola..» B: «.. da me?» D: «.. sì, manca solo lei». B: «.. allora.., sto arrivando..» D: «.. va bene.., l'aspettiamo..» B: «.. mangiate il gelato..» Segue una risata. All'indomani Berlusconi chiama Tarantini per un feedback della serata. «Non hai avuto ritorni?» chiede l'ex premier. «Ho avuto, sì.., - risponde Tarantini - ho pranzato, e chiaramente c'erano le altre ragazze..; ma che cosa gli fa.., che rimangono tutte entusiaste?! (ride)». «Mi creda, presidente, - continua l'imprenditore barese - lo dicono veramente.., mi ha detto, "Gianpaolo, non ho mai incontrato una persona così dolce, nella mia vita.. perché poi si innamorano.., questo è un problema.." (ride)». Ed ecco che Berlusconi gli risponde: «Questo è sempre stato il mio problema .. è una cosa che mi perseguita tutta la vita».



L'intercettazione del 3 gennaio 2009 - «Se un giorno tu avessi la voglia di passare una cena con me o di vedermi, io sono a tua disposizione..; va bene?». Silvio Berlusconi parla con Belen Rodriguez, tramite il telefono di Gianpaolo Tarantini. La conversazione è del 3 gennaio 2009, quando l'imprenditore barese era intercettato dalla Procura di Bari. Solo una ventina di giorni prima Tarantini aveva prospettato all'ex premier la possibilità di invitare a cena Belen, ma Berlusconi aveva detto «è la donna di un mio giocatore, e non posso chiamarla». Ma il 3 gennaio le cose sono evidentemente cambiate. Berlusconi: «ecco..; senti, e con il tuo ragazzo è finito tutto?» Belen: «.. beh.., al momento sì.., non lo so, non so cosa.. che cosa succederà .. ma comunque sono molto tranquilla..». Berlusconi: « .. sì, va bene.., meno male, va..;senti, adesso hai visto questa cosa su Mediaset.., ti piace?» Belen: «.. sì.., come fa a non piacermi?» Berlusconi: «.. eh.., meno male..».



Qualche istante più in là nella conversazione. Berlusconi: «puoi immaginare chi è stato che ha detto.. (ride)» Belen: «(ride) (incomprensibile) lo immaginavo che (incomprensibile), avevo qualche dubbio, ma adesso ne ho la conferma». Berlusconi le confida: «avevo tante pressioni da Briatore, per mettere la sua», «che sapeva, era già fissata, quindi ho dovuto veramente fare una pressione, ma mi sembrava giusto che tu fossi.. la ragazza che in questo momento è la donna.., che in questo momento aveva avuto più popolarità, e penso che sia anche un'occasione abbastanza importante per segnalarti». Quindi la invita a cena e conclude la conversazione dicendole: «Sai comunque che hai, qualunque cosa, che hai un amico ed un estimatore che ti vuole bene», e la saluta con un «ciao piccola».