Recovery Plan, Un taglio dei tempi e poteri al premier, così il Paese accelera. Tutti i casi

Venerdì 28 Maggio 2021 di Luca Cifoni

Interventi mirati per oliare gli ingranaggi della pubblica amministrazione. Ma anche una governance che prevede comunque il potere sostitutivo da parte del presidente del Consiglio, nel caso sia a rischio il rispetto dei tempi del Recovery Plan, e con esso anche la certezza di vedere finanziari i relativi progetti con le risorse dell’Unione europea. Anche se il capitolo appalti è stato fino alla fine il più delicato, il decreto semplificazioni interviene su più punti con l’obiettivo di accorciare e rendere più fluide le procedure. «Innoviamo, abbandonando le logiche di sempre e intervenendo sui principali colli di bottiglia che frenano le transizioni digitale ed ecologica» sintetizza il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che è da tempo al lavoro su molte delle norme incluse nel provvedimento. Con il testo approvato in Consiglio dei ministri, argomenta Brunetta, «l’Italia cambia passo».

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LA PROCEDURA PER IL DISSENSO
Il pacchetto contiene anche il via libera ad una serie di assunzioni, che però dovrà essere formalizzato con un ulteriore intervento legislativo, atteso per la prossima settimana. Si tratta di tecnici che con la propria professionalità dovranno aiutare le amministrazioni a raggiungere davvero gli obiettivi.


Per quanto riguarda i poteri sostitutivi del premier, sono contenuti negli articoli 12 e 13 del decreto. In particolare nel caso in cui Regioni, Comuni o altre amministrazioni mettano a rischio il rispetto degli obiettivi intermedi e finali il presidente del Consiglio assegna un tempo massimo di trenta giorni per provvedere, dopo di che potrà procedere al commissariamento. Viene predisposta anche una procedura per il superamento del dissenso tra amministrazioni. In prima battuta sarà cercata la mediazione anche attraverso il confronto con la Conferenza delle Regioni. Ma decorsi i termini, in mancanza di soluzioni condivise che consentano la sollecita realizzazione dell’opera, il premier o il ministro per gli Affari regionali potranno proporre al Consiglio dei ministri le opportune iniziative ai fini dell’esercizio dei poteri sostitutivi.
 

Superbonus
Regole più facili
no agli alberghi

Lo sblocco del superbonus edilizio era uno degli obiettivi principali del decreto semplificazioni. Le regole per l’accesso finora hanno rallentato la richiesta dello sconto fiscale (2 miliardi su 18 stanziati) e una semplificazione era attesa da proprietari e professionisti. Per fare partire i lavori basterà quindi la comunicazione di inizio lavori (Cila), come per le ristrutturazioni straordinarie, e non servirà più la doppia conformità. Niente da fare invece per gli alberghi, misura troppo costosa, almeno in questa fase. Una estensione arriva invece per case di cura, caserme, ospedali e ospizi.

 

Ambiente
Sarà dimezzata
la durata della Via

Il provvedimento interviene riducendo le attese per tutte le procedure di approvazione dei progetti, con la creazione di una supercommissione per la Via e di una Soprintendenza speciale per i progetti del Recovery. In particolare per la valutazione di impatto ambientale è previsto il dimezzamento dei tempi. Procedimento accelerato poi per le opere di «particolare complessità o di rilevante impatto» come l’Alta velocità Palermo-Catania-Messina e Salerno Reggio Calabria, il potenziamento del Porto di Trieste o diga di Campo Lattaro in Campania. 

 

Occupazione
Il 30% dei posti
a donne e giovani

Nei bandi di gara e nei contratti pubblici Pnrr «è requisito necessario dell’offerta l’assunzione dell’obbligo ad assicurare una quota pari almeno al 30 per cento, delle assunzioni necessarie per l’esecuzione contratto o per la realizzazione di attività ad esso connesse o strumentali, all’occupazione giovanile e femminile». Un principio che ora dovrà essere applicato concretamente ma che è stato salutato con particolare soddisfazione dal Pd. L’inclusione lavorativa di donne e giovani è uno dei grandi obiettivi fissati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Silenzio-assenso
Il cittadino può
autocertificare

Il principio del silenzio assenso in questi anni avrebbe dovuto rappresentare una garanzia per cittadini e imprese rispetto ai tempi lunghi delle procedure. Ma il meccanismo è rimasto spesso sulla carta. Con la nuova norma appena introdotta sarà possibile richiedere e ottenere per via telematica l’attestazione dell’accoglimento della domanda; in caso non arrivi il cittadino potrà autocertificarla. Inoltre in caso di mancato rispetto dei tempi l’intervento sostitutivo potrà essere chiesto oltre che dall’interessato dalla stessa pubblica amministrazione.

 

Accesso alla Pa
Spid con delega
e niente bollo

Accelerazione anche alla digitalizzazione della macchina pubblica, con controlli l’innovazione affidati all’Agid, che potrà sanzionare le amministrazioni con multe da 10 mila a 100 mila euro. Sarà poi velocizzato l’utilizzo dell’identità digitale: la delega consentirà a chi ha più dimestichezza con lo Spid di accedere ai servizi anche per conto di chi è più in difficoltà con le nuove tecnologie, come gli anziani. Previsto inoltre l’esonero dal bollo da 16 euro e dalle altre spese per chi scaricherà i certificati digitali dalla piattaforma dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente.

Opere
Penali fino al 20%
ma anche premi

Per l’esecuzione dei contratti pubblici finanziati con le risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal Fondo complementare saranno previsti «premi di accelerazione» per ogni giorno di anticipo sul termine contrattuale. Simmetricamente saranno anche previste penali dovute al ritardato adempimento, comprese tra lo 0,6 per mille e l’1 per mille al giorno e da determinare in relazione all’entità delle conseguenze legate al ritardo, con un massimo del 20 per cento dell’ammontare stesso.

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 01:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA