Covid, il Colle: ora siate più responsabili e sui fondi la Ue faccia presto. Si va verso la stretta su bar, ristoranti e feste

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Mauro Evangelisti e Alberto Gentili
Covid, giro di vite del governo su bar, ristoranti e feste: verso la chiusura anticipa dei locali

Sergio Mattarella lo ha spiegato in modo chiaro: «Evitare il lockdwon è una responsabilità comune». L’occasione è stata un colloquio al Quirinale con Katerina Sakellaropoulou. Quando la presidente greca ha osservato che «a Roma e ad Atene tutti usano le mascherine», il capo dello Stato ha ricordato quanto sia importante l’impegno di tutti i cittadini nel rispetto delle regole anti contagio per evitare la chiusura di scuole, uffici, fabbriche. «La libertà non è un fatto esclusivamente individuale, ma si realizza insieme agli altri, richiedendo responsabilità e collaborazione». Parole che dimostrano quanto sia forte l’asse tra Mattarella e il premier Giuseppe Conte nella lotta all’epidemia. Nel governo c’è infatti allarme. I quasi mille nuovi positivi al Covid in 24 ore, la Lombardia a quota 983 e la Campania a 769, hanno spinto Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza a convocare un vertice con i capidelegazione della maggioranza ieri sera per fare il punto sulle misure con cui provare a fermare la seconda ondata dell’epidemia. Poi, a causa di alcune assenze, il summit è stato rinviato a oggi.

Covid, allarme Rt: 15 regioni con l'indice di trasmissione sopra il livello di guardia

LA RIUNIONE

Nella riunione non saranno prese decisioni ufficiali, in vista del varo del nuovo Dpcm che conterrà un giro di vite ben più severo del semplice obbligo di indossare le mascherine all’aperto e negli uffici appena deciso. «Verrà compiuta una valutazione approfondita della situazione, che è tutt’altro che rosea: qui l’epidemia rischia di sfuggire di mano», racconta chi segue il dossier. Una frase non buttata lì a caso: sopra quota 3.500 contagi al giorno (ieri sono stati 5.372), non è più possibile effettuare il contact tracing, il tracciamento dei contagi. E dunque diventa impossibile rintracciare, e fare i tamponi, a chi è entrato in contatto con una persona positiva al virus. Da qui il rischio di una diffusione incontrollata dell’epidemia. Che è ciò che sta accadendo da giorni in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Belgio e, nelle ultime ore, in Germania.

LA LINEA

Nel vertice di oggi con ogni probabilità verrà decisa una nuova stretta che tra domani e mercoledì, verrà vagliata e messa nero su bianco in un Dpcm dal Consiglio dei ministri. Il giro di vite, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, riguarderà bar e ristoranti (dove in ogni tavolo non potranno sedere più di 4-6 persone) con chiusura fissata alle 22 o alle 23 per evitare la movida. Verrà poi fissato un tetto (si parla di 20) al numero di partecipanti a feste, matrimoni, battesimi e funerali. Saranno rafforzate le prescrizioni che riguardano lo smart-working per limitare occasioni di contagio e spostamenti. Verranno introdotti divieti per gli eventi pubblici come manifestazioni, concerti, etc. E saranno vietati gli assembramenti davanti alle scuole e ai luoghi e uffici pubblici. Non è esclusa neppure una diminuzione del tetto massimo di affollamento di bus e metro che ora è all’80%. «Dobbiamo affrontare nuovi sacrifici evitare il lockdown totale e la chiusura di scuole e attività produttive», ha confidato Conte. Ieri la cabina di regia del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità ha pubblicato i dati del report settimanale sull’epidemia. Da dieci settimane i casi stanno aumentando, «si osserva un notevole carico sui servizi territoriali con potenziali riflessi sui servizi assistenziali».

L'INDICE DI TRASMISSIONE

L’Rt del Paese è ancora sopra al livello critico di 1, a 1,06 per essere precisi. Non solo: sono passate da 12 a 15 le regioni con quell’indicatore in zona critica (il dato più alto in Piemonte e in Campania, tra 1,2 e 1,3). Per quanto riguarda l’incidenza, la regione con il dato più elevato è la Liguria (46,46 casi ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana), seguita da Provincia autonoma di Trento (43,1) e Campania (39,84). I focolai attivi sono 3.805, più di mille sono nuovi. Ma il vero problema è che ci sono oltre 4.000 positivi per i quali non è stato possibile fare tracciamento, non si sa dove e come siano stati contagiati. Il 77 per cento dei focolai è in ambito domestico, ma comincia a esserci anche una quota nelle scuole (2,5 per cento). «In questa fase bisogna essere estremamente prudenti, evitare aggregazioni sia pubbliche che private, utilizzare sempre la mascherina, adoperare misure di distanziamento fisico e curare l’igiene della mani» ripete Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute. 

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Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 11:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA