Tap, opera pronta e ristori ridotti da 55 a 25 milioni: tavolo in provincia. I sindaci: «Con quei fondi un piano di rilancio dell'intero Salento»

Sabato 24 Ottobre 2020 di Donato NUZZACI

La xylella naturalmente, ma anche i trasporti che lasciano ancora isolato il territorio e l'inquinamento: i sindaci salentini cominciano a mettere nel piatto i temi da portare al tavolo romano che - secondo l'impegno del sottosegretario Turco - sarà convocato nei primi giorni di novembre per discutere dei ristori legati a Tap e a Snam. A quel tavolo - dopo quasi tre anni di silenzio e ad opera di fatto terminata - il Salento vuole arrivare preparato questa volta. E l'obiettivo mira in alto: un vero piano di rilancio del Salento. Il presidente della Provincia Stefano Minerva la prossima settimana convocherà il tavolo tecnico ma solo con i sindaci interessati dal tracciato. Tante le cose da capire prima di andare a Roma. Due indispensabili: quanta parte del territorio è per le compensazioni? Molte posizioni in questi tre anni si sono modificate e ammorbidite. Quel piano di ristoro, risalente a tre anni, è ancora efficace? O sono altre - ora - le emergenze del territorio. C'è poi il terzo quesito, a cui però probabilmente potrà rispondere solo l'incontro in Capitale: a quanto ammonta esattamente la somma a disposizione? I 55 milioni sarebbero diventati 25.

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«Occorre avviare una discussione propositiva con il governo nazionale su un piano di investimenti globale per le infrastrutture e l'ambiente del Salento e in questo occorre far rientrare anche i ristori, le compensazioni e gli investimenti messi a disposizione da Tap e Snam».


È l'appello che alcuni sindaci salentini rivolgono ai rappresentanti delle istituzioni a tutti i livelli, dopo la notizia dell'iniziativa, come detto, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica Mario Turco che ha anticipato le prossime mosse sulla questione dei ristori legati al Tap: «A breve ci sarà un tavolo tecnico per valutare le proposte degli enti territoriali, così come mi è stato chiesto dai sindaci», ha detto Turco. All'incontro sono invitati Tap e Snam, i Comuni salentini d'approdo del gasdotto o su cui ricade l'area del Prt (il terminale di ricezione) e i sindaci leccesi e brindisini del tracciato Snam (55 chilometri fino al punto di innesto alla rete nazionale, tra Brindisi e Mesagne). Sul piatto ci sono 25 milioni di euro da spendere sul territorio in opere concertate con le amministrazioni stesse. Intanto i primi cittadini di Trepuzzi, Caprarica di Lecce e Surbo premono per far rientrare queste somme in una «strategia complessiva di investimenti per tutto il Salento».


«Occorre senso di responsabilità e aprire una vertenza Salento, in cui si parli di Xylella, Tap, ecc. - spiega sindaco di Trepuzzi Giuseppe Taurino -. L'iniziativa deve partire dal governo nazionale che deve sedersi al tavolo con Tap e discutere di queste compensazioni e sulle ricadute che avranno in termini di infrastrutture e risanamento ambientale del territorio».
Per il sindaco di Caprarica di Lecce Paolo Greco «bisogna mettere questi soldi, circa 25 milioni di euro, all'interno di un piano più ampio per il rilancio del Salento per i prossimi 20 anni». Per fare ciò, per Greco «si deve ragionare col governo di questi investimenti aggiuntivi all'opera di Tap e Snam. Oggi il tema dunque è mettere quei 25 milioni insieme ai soldi per contrastare la Xylella, insieme a quelli del Recovery Fund, ad altri investimenti aggiuntivi che il governo farà, ad altre risorse che possono arrivare dall'Europa e immaginare un piano di rilancio del Salento, di recupero della salubrità ambientale e rilancio in termini socio economici. Nel Salento attuale c'è una polverizzazione a livello demografico, occupazionale e sociale, c'è una fase di desertificazione e abbiamo più anziani e meno foreste. È un luogo continuamente abbandonato dai suoi figli».
Da Surbo, il neosindaco Ronny Trio chiede l'utilizzo dei fondi Tap per «interventi infrastrutturali a beneficio del territorio, ma naturalmente l'articolazione sui singoli interventi va concertata con chi parteciperebbe al tavolo. Priorità alla questione Xylella, alla rete viaria, alle infrastrutture sportive e altri settori prioritari su cui c'è l'imbarazzo della scelta. Occorre comunque avviare una discussione propositiva e non pregiudizialmente contraria».

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA