Tagli ai trasporti nel Salento
I consumatori: «Ora basta, pronti al ricorso»

Tagli ai trasporti nel Salento I consumatori: «Ora basta, pronti al ricorso»
di Paola ANCORA
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Mercoledì 29 Marzo 2017, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 09:34

Nella provincia eletta dal Governo «capitale turistica d’Italia», la domanda di trasporti aumenta vertiginosamente, ma l’offerta dei servizi non cambia. Anzi, peggiora. Con uno scarto di vent’anni e più rispetto al Nord Italia, sulla qualità e l’efficienza offerta ai cittadini.
Nel Salento del turismo si viola la prima legge del mercato: ad un aumento della richiesta di collegamenti corrispondono solo tagli, ai trasporti ferroviari e ai collegamenti aerei. E i prezzi restano alti. Qualche volta, altissimi. Al punto che una famiglia o una coppia di Milano che decidessero di venire in vacanza a Gallipoli, a Otranto o a Lecce, troverebbero più conveniente prenotare un volo per New York o per una capitale europea, che non venire fin nel Salento.
Per questo le associazioni dei consumatori - Codacons e Adoc in primis - sono pronte a fare quadrato e studiare ogni soluzione percorribile, anche giudiziaria per dire basta alle inerzie e allo sviluppo a doppia velocità cui politica e istituzioni del territorio e nazionali non sono riusciti, fino a oggi, a porre rimedio.
A lamentarsi di tagli a treni e aerei e servizi inefficienti sono i pendolari, certo, ma sono soprattutto gli imprenditori. Come Nicola Delle Donne o Giancarlo Negro, che è presidente di Confindustria Lecce. Non convinto dalle rassicurazioni della Regione circa le nuove rotte che, entro quest’anno, faranno scalo fra Bari e Brindisi dopo i tagli lungo l’asse Puglia-Roma decisi da RyanAir, Negro ha dichiarato: «Il tema dei trasporti va affrontato in modo serio. La Capitale è un hub fondamentale».
Cristian Marchello, nuovo responsabile del Codacons di Lecce, e Piero Mongelli, responsabile legale dell’associazione, ritengono sia mancata «da parte della politica, la giusta difesa degli interessi del territorio in materia di trasporti. Si è puntato sulla gomma, una scelta fallimentare, anche perché l’autostrada, ancora oggi, si ferma nel Tarantino. E oggi, purtroppo, constatiamo che si parla di “ristrutturare” l’Italia, cioè di ammodernare l’esistente, facendo confluire nuove risorse al Centro-Nord, senza nuovi investimenti per il Mezzogiorno».
E questo, nonostante la situazione alla quale cittadini e imprese si trovano ogni giorno a dover fare fronte sia «di assoluta arretratezza - insistono Marchello e Mongelli -. L’ultimo taglio operato da Ryan Air e il conseguente potenziamento dell’aeroporto di Napoli a danni di quello di Bari e Brindisi, dimostra quanto sia necessario ragionare e muoversi per il Sud perché ottenga trasporti e infrastrutture. Cosa che i politici meridionali, tutti, non hanno ancora compreso».
 
Marchello e Mongelli ricordano come spesso alle province meridionali «vengano girate le littorine dismesse dalle tratte del nord. Non ricordiamo più quante volta - dicono - è stato presentato a Lecce l’Etr500, spacciato per un treno veloce, che correva lungo la tratta Prato-Firenze già 15 anni fa. Continuiamo a pagare il prezzo di questo gap e più passa il tempo più diventa incolmabile».
Da qui l’idea di non restare con le mani in mano. Ma costruire un gruppo di lavoro per valutare azioni giudiziarie: «Gli standard di qualità ed efficienza dei servizi riconosciuti dalla legge ai cittadini devono essere uguali per tutti, da Cantù a Leuca - è la tesi del Codacons -. A ciò si aggiunga che si usano linee aree e e ferroviarie sempre su concessione dello Stato. Ed è quindi lo Stato a dover garantire servizi adeguati a tutti i cittadini. Per questo - aggiungono Mongelli e Marchello - invitiamo le associazioni dei consumatori di Lecce a riunirsi per esaminare i fatti e, sulla scarsa qualità dei servizi, investire la magistratura. Insieme - concludono - possiamo avviare le necessarie indagini. Il Codice del Consumo è, in casi simili, un grande strumento da utilizzare, ma bisogna essere uniti».
All’appello risponde l’Adoc di Alessandro Presicce. Pronto a sedersi al tavolo di lavoro con il Codacons, ma ancora fiducioso «che arrivi una risposta, una sollecitazione concreta da parte della politica. Perché i tribunali non accetto l’idea che i tribunali siano diventato l’ultimo e unico terminale dei problemi sociali di questo Paese e di questo territorio».
Ciò detto, anche Adoc esaminerà «elemento e forme giuridica utili a portare le legittime aspirazioni del Salento, il diritto ad avere un servizio efficiente a un prezzo equo. Raccogliamo l’invito del Codacons - continua il presidente Presicce - a studiare insieme il da farsi. Ma voglio ancora lanciare un appello alla politica e alle istituzioni, a ogni livello, perché si muovano aprendo i tavoli necessari ad affrontare il problema. Se fossimo in un Paese civile la distanza Lecce-Roma dovrebbe essere coperta agevolmente e in poche ora da un treno. Un semplice treno».
 

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