Stop al rave party nelle campagne di Castrì: restano spazzatura e rifiuti

Sul luogo sono rimasti cumuli spazzatura in sacchi neri, carte sparse sotto gli alberi

Stop al rave party nelle campagne di Castrì: restano spazzatura e rifiuti
di Maria DE GIOVANNI
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Martedì 16 Agosto 2022, 08:46 - Ultimo aggiornamento: 13:31

Stop al rave party: si chiude in "anticipo". Il rave infatti sarebbe dovuto durare almeno fino al 17 agosto. Identificati gli organizzatori.

Si spegne la musica

Dopo la negoziazione con le forze di polizia che hanno circondato l'area impedendo l'accesso ad altre persone già dalle prime ore di ieri, i partecipanti al rave party nelle campagne di Castrì, in Salento, cominciano ad allontanarsi spontaneamente dal campo occupato abusivamente.

Gli organizzatori, a quanto si apprende, hanno spento gli impianti audio e la musica martellante è cessata. Al rave partecipavano circa mille persone. L'evento sarebbe dovuto durare fino al 17 agosto. La situazione, sottolineano le forze dell'ordine, è sotto controllo e il deflusso avviene senza problemi.

Quel che resta dopo il rave

Rave party finito, quello che c’è stato dal 14 a ferragosto nelle campagne in periferia di Castrì, il luogo prescelto per l’appuntamento illegale che ha riunito più di 1000 persone in poco piu’ di due giorni è finito con un giorno di anticipo. In questi due giorni moltissimi sono stati i controlli e lo stazionamento sul posto di tutte le forze dell’ordine.

Sul luogo sono rimasti cumuli spazzatura in sacchi neri, carte sparse sotto gli alberi. Mentre ancora stamattina qualche gruppo di questi giovani partecipanti al raduno era per strada carico di sacco a pelo e zaino. Sulla vicenda il sindaco di Castrì Andrea De Pascali ha rassicurato il proprietario del terreno dove tutto è avvenuto: «Porteremo via tutta la spazzatura, come avevo già preannunciato anche sulla base di altri rave che ci sono stati negli scorsi anni, di solito lasciano pulito e non fanno danni alle strutture rurali. Non si sono verificati comunque danni a cose o persone stante il fatto che tutti noi sappiamo che questi raduni sono illegali».

Il rave nato sui social

Il rave party illegale era stato organizzato da migliaia di ragazzi attraverso social e gruppi privati. I giovanierano arrivati in piena notte. La location scelta è un terreno di un privato che si trova nelle campagne non lontane da Castrì, recintato dai muretti a secco, con una sola entrata, nelle vicinanze anche di Pisignano, frazione di Vernole.

Le forze dell’ordine sono state avvertite e sono intervenute subito per lo sgombero, posizionandosi su tutti i lati del terreno per chiudere gli ingressi in corrispondenza delle stradine che conducono al luogo “invaso”. Non è stata impresa semplice: ci sono stati scontri e anche contusi. Il grande raduno di giovani, notturno, è stato ritenuto clandestino.


La situazione era precipitata in poche ore: all’improvviso si sono viste macchine parcheggiate lungo le varie strade, ragazzi a piedi nelle campagne che si dirigevano verso il luogo dell’appuntamento, musica così forte che si sentiva perfino dalla provinciale. Numerosi i militari impegnati nelle operazioni di sgombero e di incolumità pubblica, carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, tutti impegnati su più fronti, mentre il rave andava avanti.

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