Anziano aggredito, il medico si rivolge al Riesame

Martedì 7 Aprile 2020 di Erasmo MARINAZZO

Ricorso al Tribunale del Riesame. Questa mattina il legale del dottore Vincenzo Refolo, l’avvocato Gabriele Valentini, depositerà la richiesta di annullare l’ordinanza di custodia cautelare che sabato pomeriggio ha fatto finire agli arresti domiciliari il dottore di Calimera, 58 anni, con l’accusa di avere picchiato davanti al suo studio di via Palumbo, un paziente di 86 anni affetto da dolori alle gambe che lo hanno costretto ad usare una stampella. La decisione di ricorrere al giudizio di una terna di giudici sulla sussistenza delle esigenze cautelari, è stata presa nella mattinata di ieri al termine dell’interrogatorio di garanzia con il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Giulia Proto: come se, in altri termini, avvocato e cliente abbiano percepito che il giudice, al termine dell’interrogatorio di garanzia, non sia giunto alla conclusione di potere attenuare o revocare la misura. Ha risposto alle domande del gip Proto nell’aula al quarto piano del Tribunale, il dottore Refolo. Per scusarsi con Foca Bellotoma, il paziente che giovedì della scorsa settimana ha preso a calci e a pugni dopo avergli dato lo spintone che lo ha fatto finire a terra. E per scusarsi con l’Ordine dei medici e con la Asl. Un eccesso di ira, un colpo di testa che non ha giustificazioni, l’ammissione dell’indagato. Dovuto anche alle tensioni ed allo stress causato dall’emergenza sanitaria e da problemi organizzativi con la Asl. Tuttavia ha voluto fare presente che quell’anziano, finito in ospedale con alcune costole rotte ed un grosso livido sull’occhio destro (25 giorni, la prognosi), non abbia riferito l’antefatto dell’aggressione ai carabinieri della stazione di Calimera: nel verbale riportato nell’ordinanza di custodia cautelare non dice che - ha sostenuto il medico - di avere avuto toni aggressivi nel chiedere che gli risolvesse il problema avuto al Cup di Martano dove era stato invitato a presentarsi dopo dieci giorni per ottenere la prestazione che gli aveva prescritto per attenuare il dolore alle gambe. E non ha detto - siamo sempre sul fronte dell’indagato - che ad un certo punto si è alzato, avrebbe gettato in aria la sedia per poi colpirlo sulla spalla con la stampella. Per strada è accaduto poi ciò che ha ripreso lo smartphone di un automobilista parcheggiato di fronte allo studio medico, senza registrare le imprecazioni del paziente. Su questa circostanza ci sono versioni discordanti fra gli stessi testimoni: se due attribuiscono al medico modi e parole violenti, un terzo testimone ha riferito di frasi offensive del paziente. Particolari che dovrà chiarire l’inchiesta condotta dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Massimiliano Carducci, che nella giornata di venerdì ha chiesto con il procuratore capo Leonardo Leone de Castris, l’arresto ai domiciliari del dottore Refolo. Risponde di lesioni personali aggravate dai motivi futili, dall’età e dalle condizioni di salute della vittima, nonché dalla violazione dei doveri inerenti il pubblico servizio di medico curante di base del servizio sanitario nazionale. Intanto l’anziano ha dato mandato all’avvocato Renata Minafra di costituirsi parte civile. E.M.

Ultimo aggiornamento: 23:16