Lecce, si sente male per una fibrillazione ma viene dimesso e muore a casa: tre indagati

il pronto soccorso del Vito Fazzi
il pronto soccorso del Vito Fazzi
di Roberta GRASSI
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Sabato 18 Giugno 2022, 12:25 - Ultimo aggiornamento: 15:24

Un malore, poi la corsa in Pronto soccorso all'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Dodici ore, per essere poi dimesso - a quanto riferito - constatata una "fibrillazione". Il giorno dopo il secondo malore, a casa, questa volta fatale. 

L'inchiesta

La Procura di Lecce (pm Luigi Mastroniani) ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sulla morte di un 75enne, Oronzo Lippolis e ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, tre medici che hanno potuto nominare consulenti di parte per l'autopsia eseguita il 14 giugno dal medico legale incaricato dal pm, Alberto Tortorella. 

L'esposto

I familiari si sono affidati all'avvocato Tommaso Donvito e hanno presentato un esposto appena dopo i fatti, che risalgono al periodo di Pasqua. Stando a quanto riferito il 75enne godeva fino a quel momento di buona salute. Il 16 apirle, nella tarda serata, la moglie lo trova riverso sul pavimento della stanza da letto. Chiama il 118: l'ambulanza lo conduce al nosocomio leccese dove, è specificato, entra con codice arancione, quindi di urgenza per «fibrillazione di nuova insorgenza». Nel frattempo l'uomo ha  ripreso conoscenza. Secondo le ricostruzioni fatte dai famigliari attraverso il legale di fiducia, Lippolis è rimasto in Pronto soccorso fino alle 13.53 del giorno successivo. Poi dimesso. «Il personale medico - è specificato - rassicurava la moglie dicendole che si trattava di una fibrillazione al cuore». 

Il peggioramento

Giunto a casa, prosegue il racconto, il 75enne, torna a sentirsi poco bene. Alle 20.30 del 18 aprile si accascia. Nuova chiamata al 118: l'ambulanza questa volta arriva dall'ospedale di Galatina (stando a quanto riferito nell'esposto, 45 minuti dopo la chiamata). I sanitari tentano l'impossibile per salvare la vita al paziente ma alle 21.30 non possono far altro che constatarne il decesso. 

Le richieste dei famigliari

Da qui la richiesta di un approfondimento investigativo che è stato effettivamente disposto dalla procura. Le cartelle cliniche sono state sequestrate e nei giorni scorsi è stata eseguita l'autopsia, dopo la riesumazione della salma. Il prosieguo delle indagini accerterà la verità dei fatti ed eventuali responsabilità. I parenti della vittima hanno chiesto di verificare se vi siano state condotte imprudenti o negligenti, e se il  ricovero del paziente e ulteriori accertamenti avrebbero potuto scongiurare il peggio. 

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