Al pronto soccorso con un forte dolore: lo rimandano a casa ma aveva un infarto. Scatta la denuncia

Al pronto soccorso con un forte dolore: lo rimandano a casa ma aveva un infarto. Scatta la denuncia
di Roberta GRASSI
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Sabato 11 Giugno 2022, 20:51 - Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 23:09

Un forte e persistente dolore al torace: la prima corsa al pronto soccorso l’11 aprile, a Galatina. Poi la seconda, 15 giorni dopo, a Lecce. Per scoprire, quasi un mese dopo di avere un infarto in atto, dovuto a una “occlusione delle coronarie”. 
La vicenda è riportata in un esposto querela che è stato depositato dallo stesso paziente, fortunatamente sano e salvo, al fianco dell’avvocato Francesco Vergine.  L’uomo, 50 anni, di Aradeo, ha ricostruito quanto vissuto e chiede ora che venga accertata l’eventuale responsabilità del personale sanitario del pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, o di chiunque possa essere coinvolto. 

Il primo accesso a Galatina


La storia è raccontata con dovizia di particolari. Il primo accesso, al Pronto soccorso di Galatina, risalirebbe all’11 aprile. Il motivo, come detto, le fitte al torace che per la loro intensità e continuità nel tempo, erano diventate motivo di preoccupazione. 
«A seguito di una visita generale - è specificato - il presidio negava il ricovero, per carenza di posto dovuta all’emergenza sanitaria in corso». In quella circostanza era stata però prescritta, è riferito, una visita cardiologica ambulatoriale, da cui erano emerse alcune serie problematiche da tenere sotto controllo. 

Il secondo accesso al Fazzi di Lecce


Il dolore, però, è continuato anche dopo, per quindici giorni. Così, il 26 aprile, ancora sofferente, il 50enne è corso a Lecce, al Pronto soccorso del Vito Fazzi «sperando di venire a capo di questo anomalo dolore, per quanto intermittente, incessante, che iniziava a provocare un forte stato di ansia». 

«Arrivato alle 8 del mattino - va avanti - sono stato sottoposto a visita generale solo alle 21.30, dopo 12 ore, subendo atteggiamenti noncuranti e prepotenti». 
Anche in questo caso: «eseguiti gli accertamenti di rito - riporta ancora il denunciante - sono stato dimesso alle 7 del 27 aprile, dopo aver trascorso la notte in pronto soccorso». Secondo quanto specificato gli era stato somministrato antibiotico e aerosol. Il dolore, tuttavia, non è cessato. 

La tac in una struttura privata 


«Continuando a ignorarne la causa - precisa nell’esposto - ho deciso di sottopormi a una Tac al torace, presso una struttura privata». Ma la situazione si è aggravata, tanto da necessitare di un'ulteriore richiesta di consulto all’ospedale di Galatina, il 4 maggio: «È stato allora che da un incremento di alcuni valori, è stato disposto l’urgente trasferimento alla clinica Città di Lecce, dove a seguito di coronarografia è stato accertato un infarto in corso». 
Da qui, l’intervento chirurgico, andato a buon fine, e le dimissioni il 6 maggio. Secondo il querelante potrebbe esserci stata una condotta imprudente o negligente da parte di alcuni sanitari che lo hanno assistito. Ritiene che tale circostanza abbia «impedito un pronto e corretto inquadramento diagnostico». 


Si chiede, quindi, il 50enne, che ha salva la vita, se con un approfondimento «tempestivo» si sarebbe potuto prevenire l’infarto. Domande rivolte anche alla procura della Repubblica di Lecce dove, il 19 maggio scorso, è stato depositato l’esposto sul cui contenuto dovranno essere eseguite tutte le verifiche del caso.

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