Caccia al parcheggio che non c’è: in 13 anni persi 1.772 posti auto

Martedì 26 Ottobre 2021 di Stefania DE CESARE

Ben 1.772 posti auto persi in 13 anni: dal 2007 al 2020. Stalli “inghiottiti” dai cantieri e cancellati dalla segnaletica, dai percorsi ciclabili e anche dai gazebo e dai tavolini dei locali. 
Negli ultimi anni a Lecce la caccia al parcheggio si è fatta sempre più difficile. La città ha dovuto dire addio a centinaia di strisce blu che non sono mai state del tutto compensate. Quartieri privati di posti indispensabili per le necessità (lavoro, tempo libero e movida) di chi si sposta in auto e che hanno reso complicata la vita di chi si mette ogni giorno al volante. Un disagio confermato non solo dalle continue lamentele degli automobilisti ma anche dai numeri della Sgm. Dal 2004 a oggi nel capoluogo salentino si è passati da 8.200 posti a pagamento (tra strisce blu e parcheggi di interscambio) a 6.907 nel 2020. 

 

Il 2007 l'anno d'oro con 8.679 stalli

L’anno d’oro per gli automobilisti è stato il 2007 quando si contavano 8.679 stalli mentre il 2020 è stato “nero” per la viabilità automobilistica, con il numero più basso di posti a pagamento (6.907), con una perdita appunto di 1.772 posti auto. 
Un calo netto, causato soprattutto dal venir meno di grandi aree di sosta (come il “Carlo Pranzo” cancellato dal Parco delle Mura e la stessa ex caserma Massa) e - soprattutto negli ultimi anni – dalla crescente occupazione del suolo pubblico con tavoli e dehors, dalla riorganizzazione degli attraversamenti pedonali e dall’arrivo di piste ciclabili. Ma la svolta “slow” del Comune, che piace a chi è più propenso alla mobilità alternativa (con bici e monopattini utilizzati sempre più di frequente) non placa la “fame” di parcheggi.
I dati, dunque. Per quanto riguarda le strisce blu distribuite sul territorio urbano si è passati da 7.100 stalli nel 2004 a 6.273 nel 2020. Come detto il 2007 è stato l’anno in cui i parcheggi a Lecce hanno subito una discreta crescita, toccando quota 7.444. Ma l’aumento dei posti in realtà è durato poco. Già dal 2009 si registrano le prime perdite di posti: da 6.441 a 6.076 (2010) a 5.963 nel 2013. Nel 2019 c’è stato un lieve aumento (6.315) mentre nel 2020 si è registrata una perdita di ulteriori 40 posti.

 

La scomparsa del Carlo Pranzo

Più “catastrofica” la situazione delle aree di interscambio. Nel 2004 in città si contavano 1.100 stalli divisi tra Foro Boario (400), Carlo Pranzo (400) e Torre del Parco (300). Nel 2007 si sono aggiunti i parcheggi del Cimitero (75) e nella zona accanto alla vecchia stazione della Polizia Municipale nei pressi dei “Bastioni” (60) per un totale di 1.235 parcheggi. I primi posti cancellati risalgono al 2010 (totale 1.125) e nel 2013 (1.038). Nel 2019 la città dice addio al Carlo Pranzo e gli stalli crollano a 649. 
Nell’ultima ricognizione (datata dicembre 2020) in città si conteggiano solo 634 parcheggi nelle aree di interscambio. Va specificato che nella “conta” dei posti auto non sono considerati gli stralli gratuiti distribuiti nel territorio urbano, sia come strisce bianche “singole” che raggruppate in aree di scambio come Settelacquare, che però risulta troppo periferica e poco collegata per essere utilizzata quotidianamente. Non solo. In questi ultimi anni l’amministrazione ha cercato soluzioni alternative per ricavare posti in posizioni centrali. L’accordo con Università del Salento, Asl e Camera di Commercio ha portato ad avere a disposizione parcheggi nei fine settimana e nei periodi di festa in via Miglietta, via Principe Umberto, via Adua, via Petraglione. Ben 420 posti auto gratuiti che, però, risultano insufficienti a rispondere alla domanda di sosta.

Ultimo aggiornamento: 14:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA