Lecce, convegno sul caporalato a Unisalento. Lamorgese: «Restituire dignità ai lavoratori»

Lunedì 15 Novembre 2021
Lecce, convegno sul caporalato a Unisalento. Lamorgese: «Restituire dignità ai lavoratori»

Lavorare insieme restituendo «dignità ai lavoratori e forza all'economia legale». Queste le parole della ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervenuta in collegamento da remoto all'incontro sul tema «I caporalati, oggi», in corso nell'aula magna del dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università del Salento. «Le situazioni devono essere accompagnate, gestite. Laddove si lasciano andare - ha concluso - andiamo a incidere anche sulla dignità dei lavoratori stessi».

L'iniziativa

Sul tema “I caporalati, oggi”, infatti, è in programma all’Università del Salento una “giornata di riflessione e proposta”: l’appuntamento è nell’aula magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche (campus Ecotekne, via per Monteroni - Lecce, edificio R2) e online su https://bit.ly/caporalatioggilecce. Nel corso della giornata verranno illustrati i primi risultati di una ricerca sul tema, condotta di concerto tra l’Associazione “Bachelet” presieduta da Renato Balduzzi, la Fondazione Don Tonino Bello presieduta da Giancarlo Piccinni e l’Università del Salento, che ha già visto diversi momenti di confronto tra gli addetti ai lavori: dai magistrati che hanno condotto le più importanti inchieste sul caporalato all’associazionismo dei produttori, dal mondo accademico al terzo settore e al volontariato.

«Flussi migratori, numeri in crescita» 

«In questo anno i numeri sono in crescita, non solo in Italia. Vediamo che sta succedendo in Inghilterra, vediamo in Spagna dove c'è stato un aumento del 30 per cento, è un pò un mondo che è surriscaldato dalle varie crisi economiche, sociali e politiche. Noi con la Tunisia, per esempio stiamo cercando di portare avanti un progetto che dovrebbe prevedere una aliquota dei flussi destinati ai lavoratori stagionali che verrebbero in Italia, proprio per la raccolta della frutta, della verdura».

Così ancora la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese. «La strada - ha aggiunto - è avere persone segnalate, individuate, che poi possono ritornare dopo i sei mesi di raccolta nel loro Paese. Anche per regolarizzare determinate situazioni bisogna pensare a una forma di flussi migratori disciplinati dallo Stato».

Ultimo aggiornamento: 11:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA