Allarme movida, a spasso senza mascherine: via ai controlli in tutto il Salento, prime multe in centro

Sabato 10 Ottobre 2020

A Lecce le mascherine fanno fatica a stare al loro posto. Sulla faccia. Sbucano dalle tasche dei jeans, qualche volta si affacciano tra un bottone e l’altro della camicia, spesso dondolano appese ad un braccio. Bene che vada penzolano sul collo: occhi e bocca rigorosamente scoperti. Sono brutte, sono d’impiccio ai giovani (ma non solo a loro), non ti fanno respirare, ti fanno alzare la voce quando devi parlare. «Una seccatura».

 

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A Lecce - nel cuore della movida, nelle piazzette piene di locali, nelle strade zeppe di musica e di giovani, nel centro storico degli aperitivi prima e delle birre bevute in piedi poi - ieri è stata una serata come le altre. Come quelle di questa estate, immortalate in tante foto che tanto hanno indignato e hanno fatto preoccupare, con i ragazzi appiccicati l’un l’altro, che chiacchieravano davanti ai pub e che ridevano con gli amici. Poco o niente è cambiato. Forse qualche mascherina in più, forse qualche mascherina indossata meglio. Ma poca roba ancora per mettere la movida in sicurezza. Poca roba per far dormire sonni tranquilli ai sindaci, alle famiglie e ai medici che temono un collasso degli ospedali. Soprattutto con i contagi che continuano a salire pericolosamente, con i focolai che aumentano e si diversificano. Con il virus che sempre più viene trasportato da loro, dai giovani, dai ragazzi: dalle scuole alle palestre, dalle feste di compleanno alle passeggiate in comitiva.


Ieri sera a Lecce poco sembrava essere cambiato rispetto ad un venerdì di agosto. Invece è cambiato tutto. E non solo per la stretta arrivata con il nuovo Dpcm che dice che le mascherine devono essere indossate praticamente quasi sempre anche all’aperto. Intanto la si deve portare sempre con sé anche quando non va indossata, come per esempio se si è da soli in un parco o quando - più in generale - viene garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Quando invece ci si muove in luoghi in cui c’è la possibilità di incrociare qualcuno, quando si è in luoghi suscettibili di affollamento la mascherina va sempre tirata su.


Lecce sembra essere ferma all’entusiasmo dell’estate. Invece è cambiato tutto perché l’estate (che tutto sommato ci ha lasciati miracolosamente indenni) è andata via, non ci protegge più da certi azzardi, il virus - assopito - si è risvegliato. E lo sa bene, ad esempio, la polizia locale di Lecce che ieri ha passato al setaccio il centro della città, dalla mattina alla sera. Beccando nel pomeriggio su via Trinchese una giovane madre a passeggio con marito, figlioletto, ma senza la mascherina. Le due solerti vigilesse hanno proceduto al verbale davanti alla donna in evidente imbarazzo. «La porto sempre con me...», continuava a ripetere. E probabilmente è così. Ma ormai non si fanno sconti a nessuno.


«Non ce lo possiamo permettere - dice l’assessore alla Polizia Municipale Sergio Signore -, ora davvero non ce lo possiamo permettere. Non possiamo più chiudere un occhio, far finta di non vedere. In queste ore abbiamo fatto tante multe e tante ancora ne faremo. Continueremo a farle fino a quando la gente non capirà che deve mantenere il distanziamento sociale e deve indossare le mascherine quando esce da casa. Senza se e senza ma. Tanto volte siamo intervenuti con le buone, ci siamo avvicinati ai gruppi di persone invitandole ad allontanarsi. Appena andavamo via, tutto come prima. Se il buon senso non lo capiscono, vediamo se capiscono i verbali».


É arrabbiato ma anche preoccupato l’assessore. «I giovani sono quelli che ci impensieriscono di più - dice Signore -, non ti ascoltano, sono incontrollabili. Siamo intervenuti, ad esempio presso il Bar Raphael, facendo tante multe. Da oggi sarà così. Nel fine settimana i controlli aumenteranno, i vigili pattuglieranno soprattutto di sera il centro storico e tutti gli altri luoghi della movida. I giovani hanno diritto a divertirsi, ma noi abbiamo il dovere di impedire che questa voglia di divertirsi si trasformi in una mina vagante, mettendo a repentaglio la vita di altre persone».


Per ora l’amministrazione comunale non sta pensando a provvedimenti di “contenimento” della movida leccese. Starà a guardare come si comportano i giovani e come si comporta il virus. Chi invece ha già deciso di intervenire è il Comune di Martina che ieri ha emesso un’ordinanza con cui si vieta la vendita per asporto di bevande da mezzanotte alle 5 di mattina. Resta consentita, invece, la consumazione di bevande all’interno dei pubblici esercizi e all’esterno degli stessi, nelle aree in concessione, con servizio al tavolo.


La sensazione (e non è una bella sensazione) è quella che la storia si stia ripetendo.

 

Intanto nei giorni scorsi il questore di Lecce Andrea Valentino ha disposto servizi mirati al rafforzamento delle misure di contrasto alla diffusione del Covid prevedendo controlli straordinari a Lecce e provincia. In campo polizia, Ccarabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Il dispositivo, tra mercoledì e venerdì, ha fatto registrarein città e in provincia 314 persone controllate e 44 attività commerciali passate al setaccio.

 

 

«Durante i controlli - fanno sapere dalla Questura di Lecce - è stata constatata una particolare sensibilità al fenomeno e, di conseguenza, anche l’osservanza delle norme anticovid sia da parte delle diverse attività commerciali (bar, pub, ristoranti ecc.) che delle persone controllate, dimostratesi tutte molto collaborative, ne consegue che non è stata comminata nessuna sanzione».

 

Ultimo aggiornamento: 20:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA